Piano Media: un esperimento di pagamento per le news sul web da tenere sotto controllo


Anche il prestigioso magazine americano Business Week si è interessato, come altri grandi media internazionali che hanno una forte presenza sul web, del sistema di pagamento per le news online che funziona in Slovacchia da qualche mese. Alcuni dei maggiori media slovacchi hanno messo da parte le loro storica rivalità e sono divenuti partner in quello che Business Week chiama un “national Internet pay wall”. È da maggio che alcuni lettori hanno iniziato a pagare 2,90 euro al mese (o 29 euro l’anno) per un pieno accesso ai siti web dei nove media partecipanti, che includono i principali quotidiani Sme, Pravda e Hospodarske Noviny, il settimanale Tyzden e altre pubblicazioni. Un consigliere dell’editore di Sme, Peter Marciga, ha detto al magazine di essere «piacevolmente sorpreso» del funzionamento del sistema. «Abbiamo provato un paio di cose per conto nostro pochi anni fa, e gli esiti non sono stati incoraggianti».Il nuovo modello di pagamento è gestito da Piano Media, una società tecnologica di Bratislava, il cui Ceo Tomas Bella dice che ci è voluto un anno di incontri per convincere i nove media ad aderire al progetto. La maggior parte di loro stava da tempo prendendo in considerazione l’opzione di addebitare qualcosa ai lettori dei propri siti, ma erano preoccupati di perdere traffico, dice Bella.Bella ha offerto loro un sistema senza chiedere alcun investimento di capitale, e che non avrebbe fatto perdere lettori e traffico, e per di più facile da usare per gli utenti, tanto che oggi questi con un solo abbonamento hanno accesso ad una foresta di nove siti principali più un sottobosco di altri siti specialistici senza alcuna interruzione.

Bella spiega che per primi ha convinto i tre siti maggiori, e gli altri sono seguiti a ruota. Nei suoi piani vi è l’ampliamento del Piano con altri media slovacchi, e soprattutto la possibile espansione a paesi vicini.Gli obiettivi di primo livello del sistema erano di ottenere un’audience di sottoscrittori dellì1,5% dei 2 milioni e mezzo di utenti internet del Paese già il primo anno, per poi stabilizzarsi tra il 5 e il 15% entro il 2015. Dopo il primo mese, le sottoscrizioni hanno dato ricavi per circa 40mila euro, che si sono confermate stabili. Il 30% dei profitti vanno a Piano Media e il resto è suddiviso in base al tempo passato sui vari siti dagli utenti.I siti dei media coinvolti hanno per il momento soltanto alcune sezioni a pagamento, o chiedono l’accesso pay solo a chi si connette più volte nel corso del giorno, secondo la politica del sistema Piano. Politica che verrà adattata nel tempo per avere il massimo dal traffico in entrata senza per questo spaventare i lettori. I ricavi non sono così sostanziosi per il momento, ma Marciga di Sme ritiene comunque il progetto interessante, e i soldi ricavati, dice, sono una fonte addizionale di entrate che altrimenti andrebbe persa.Secondo Bella, i partner dell’iniziativa volevano un canone di abbonamento superiore, ma lui li ha convinti a mantenere il prezzo basso, per far sì che «a livello psicologico, fosse un acquisto d’impulso», spiega Bella.

Più avanti, dice, si può pensare ad alzare il prezzo e migliorare l’offerta, ma il primo ostacolo è rompere il ragionamento di chi dice «non pagherò mai per le news».Business Week spiega che in un Paese delle dimensioni degli Stati Uniti un consorzio di online news media come quello slovacco non potrebbe funzionare, soprattutto ora che sono pochi i media che stanno davvero pensando di far pagare per gli accessi online. E mettere insieme più soggetti sarebbe davvero un’impresa.

(La Redazione)

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