Gli attivisti avvolgono il busto di Durcansky nella carta igienica

Il busto di Ferdinando Durcansky, un politico di spicco della Repubblica Slovacca in tempo di guerra, è stato avvolto ieri nella carta igienica dagli attivisti di Carta Civica 2010. Secondo il rappresentante dell’associazione, Eduard Chmelar, installare una tale opera rappresenta un crimine che promuove i movimenti finalizzati alla repressione dei diritti umani fondamentali e delle libertà.

«Questa città [Rajec / regione di Zilina] si rifiuta di riconoscere i fatti che riguardano Durcansky. Egli non era solo un uomo che lottava per l’indipendenza della Nazione, ma è stato anche un iniziatore delle più crudeli leggi antisemite … Quest‘uomo, di sua iniziativa, ha dato una politica editoriale odiosa alla Radio Slovacca contro l’Insurrezione Nazionale Slovacca (SNP) e ha sostenuto l’occupazione tedesca. Quest’uomo era legittimamente condannato a morte come criminale di guerra, e questa sentenza non è mai stata abrogata», ha detto Chmelar.

Durcansky ha servito come primo Ministro degli Esteri dello stato slovacco durante la guerra. I suoi sostenitori sottolineano che egli è stato uno dei pochi politici slovacchi del tempo che ha lottato tanto per la maggior indipendenza possibile dalla Germania, atto che gli costò il licenziamento dal’Esecutivo già nel 1940, su ordine di Adolf Hitler. Fu condannato a morte in contumacia nel 1947. Egli intanto era già fuggito dalla Slovacchia da due anni, e non vi fece più ritorno. Morì a Monaco nel 1974.

Non è la prima volta che l’opinione pubblica slovacca si trova a criticare apertamente l’installazione di statue raffiguranti figure controverse della storia del Paese. Un’altro personaggio che le fonti testimoniano come vicino al fascismo è stato Janos Eszterhazy, una cui statua commemorativa è stata apposta a Kosice (e che pure un altro attivista aveva tentato di avvolgere nella carta igienica durante l’inaugurazione), mentre altre sono sparse per il Paese con il consenso delle autorità locali e nazionali. L’eco dell’indignazione è stata talmente vasta da suscitare l’attenzione della stampa straniera, tra cui il Wall Street Journal che ha commentato ironicamente che in Slovacchia certi leader fascisti vengono ancora visti come eroi del nostro tempo.

Vale la pena poi ricordare che la produzione di queste opere richiedono un ingente investimento in denaro (per la statua di Ludovir Stur, capo del movimento di rinascita nazionale, sono stati spesi a Zilina circa 450mila euro e ancora nessuno ha deciso dove installarla) e pertanto vanno a pesare nelle tasche dei contribuenti che di statue ego-celebrative forse ne hanno davvero abbastanza.

(Fonte Tasr, La Redazione)

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