Gasparovic: non dimentichiamo l’Insurrezione Nazionale, e omaggiamo chi è morto per la libertà

La prima delle celebrazioni è stata quella che si è tenuta venerdì a Bratislava in Piazza SNP, dove si trova il gruppo statuario dedicato ai partigiani e martiri dell’Insurrezione, evento che gli slovacchi con la loro mania di brevità riducono semplicemente all’acronimo SNP e che ha dato il nome a decine di piazze e slarghi in tutta la Slovacchia. Qui hanno partecipato rappresentanti del Governo, delle Ambasciate, dei veterani antifascisti e delle autorità regionali e locali che hanno posato corone di fiori presso il monumento. «Ci sono molte persone che non capiscono oggi quello che è stata l’Insurrezione. Esse la mettono in dubbio, come mettono in dubbio la nostra identità [nazionale] e la storia. Questa è stata una guerra patriottica contro il fascismo», ha detto il leader di Smer-SD e Vicepresidente del Parlamento Robert Fico nel suo discorso. Il Ministro del Lavoro Jozef Mihal (Libertà e Solidarietà / SaS), quello dell’SNP è ancora un messaggio formativo nella società slovacca e insegna agli slovacchi che devono ribellarsi contro il male. Incisiva la frase che il Ministro della Difesa Lubomir Galko (SaS) ha utilizzato nel suo saluto: «L’Insurrezione Nazionale è per noi una fonte di autostima nazionale».

Il Primo Ministro Iveta Radicova ha evidenziato come i regimi totalitari siano basati su violenza, paura, repressione e omicidi politici, mentre la libertà nasce dalla convinzione individuale e molte volte a costo del prezzo più alto – la vita. Lo ha detto commemorando le 747 vittime delle truppe fasciste uccise a Kremnicka (nella regione di Banska Bystrica), in occasione della celebrazione di ieri dell’Insurrezione Nazionale. Grazie a coloro che hanno sacrificato la loro vita, ha detto il Premier, in Slovacchia la libertà è riuscita a vincere. Secondo lei, l’SNP ha una forte significato morale e politico. Da quel momento, ha detto, «la Slovacchia non era considerata soltanto come uno Stato alleato dei fascisti. […] L’Insurrezione significò l’inizio di una nuova, moderna storia della Slovacchia». L’inizio dell’era comunista nel 1948, però, ci insegna che la libertà non è né automatica né banale … ma deve essere protetta anche oggi, ha detto la Radicova.

La commemorazione principale dell’Insurrezione Nazionale ha avuto luogo ieri presso il Museo SNP a Banska Bystrica, città dove tutto ebbe inizio il 29 agosto 1944, alla presenza delle maggiori cariche come il Presidente Ivan Gasparovic e il Primo Ministro Iveta Radicova, e mentre aerei da combattimento sorvolavano il luogo in formazione ravvicinata. Il Presidente Gasparovic ha detto di essere «molto contento che non ci si dimentichi di questi fatti, soprattutto al giorno d’oggi che il neofascismo in Europa ha iniziato a rialzare la testa». In questo luogo di pietà, ha continuato, «noi commemoriamo i tempi difficili [della seconda guerra mondiale], e rendiamo omaggio a coloro che sono morti per la libertà di cui godiamo oggi».

Il Vicepremier Rudolf Chmel ha sottolineato nel suo discorso che l’SNP «è stata una rivolta di grandi masse contro un regime totalitario che era estraneo al popolo», e non, ha detto, come nazionalisti e simpatizzanti del Governo di allora erroneamente sostengono, ovvero che l’SNP «è stata una lotta diretta contro lo Stato slovacco».

(La Redazione)

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