Il progetto di ferrovia a scartamento largo occasione unica per la Slovacchia in Europa

Per consentire un miglioramento dei parametri della Slovacchia nel traffico europeo, è necessario realizzare l’ambizioso progetto trans-nazionale della ferrovia a scartamento largo. «Se ciò non accadesse, ci daremmo da soli la zappa sui piedi», ha detto ieri il pianificatore del traffico ceco Jaromir Hladky in una conferenza stampa a Bratislava.

Lo scopo principale del nuovo progetto ferroviario è di facilitare l‘incremento degli scambi tra la Cina e l’Unione Europea, eliminando gli ostacoli presentati nel carico e scarico delle merci provenienti dalla Russia e dai paesi indipendenti una volta parte dell’URSS.

Durante la conferenza si è discusso anche di quale impatto avrà tale proposta sui maggiori porti europei come Rotterdam e Amburgo. «Il trasporto ferroviario può alleviare la congestione del traffico in questi porti, è più affidabile e meno sensibile all’attuale situazione economica nel settore delle spedizioni», secondo Peter Stanek dell’Istituto di Economia dell’Accademia delle Scienze slovacca (SAV), che è stato consulente sia del passato Governo di Robert Fico che di quello degli anni Novanta capeggiato da Vladimir Meciar.

Hladky dice che il sistema ferroviario transcontinentale dovrebbe correre dal sud del Paese fino all’ovest, che è collegato con i corridoi del traffico transeuropeo. Vi è una reale opportunità di trasformare l‘ovest della Slovacchia in un centro di distribuzione in cui le merci in arrivo dall’Oriente con la nuova linea ferroviaria verranno distribuite mediante altre forme di trasporto.

«A parte attrarre le grandi aziende, i benefici per la Slovacchia includono un aumento del PIL e nuove opportunità di lavoro. Stiamo parlando di circa 10.000, 15.000 o addirittura 20.000 posti di lavoro per almeno quattro o cinque anni. Lanciare il servizio ferroviario è più importante del processo di costruzione reale», aggiunge Stanek, che ammette che vi è ancora il rischio che il punto di trasbordo delle merci tra i treni a scartamento largo e quelli dell’Europa occidentale possa essere costruito a Eisenstadt, in Austria. In questo caso la Slovacchia rimarrebbe solo un paese di transito.

Anche se oltre il 90% del finanziamento del progetto potrebbe venire dalla Russia e dalla Cina, la Slovacchia conta di prendere una decisione sulla sua partecipazione al progetto entro la fine di quest’anno. Finora i segnali della Slovacchia sono vaghi», ha commentato Stanek.

(Fonte Tasr)

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