I Sindaci di Zahorie chiedono misure dure contro le comunità rom slovacche non integrate

Il plenipotenziario per le questioni relative alle comunità rom, Miroslav Pollak, e i sindaci del distretto di Malacky (regione di Bratislava) ieri hanno discusso sui modi di affrontare il problema dei rom nella zona. I sindaci hanno proposto misure più radicali rispetto a quelle sostenute da Pollak. Peter Svaral, sindaco di Rohoznik e presidente del Club dei Sindaci a Zahorie (la regione tradizionale tra i Piccoli Carpazi e il confine ceco), ha detto che i sindaci rifiutano il principio della discriminazione positiva, che non ha finora portato alcun buon risultato.

«Vogliamo vedere la legge attuata in misura equa. In generale, crediamo che non sia opportuno lasciare che i bambini vivano in comunità socialmente non integrate, perché quando cresceranno potrebbero crearne di nuove. Vogliamo vedere le prestazioni sociali erogate in maniera specifica. Chiediamo anche maggiori poteri alla Polizia nel trattare con i cittadini non adattabili, non come adesso che ogni intervento contro i rom che violano la legge è visto come un conflitto etnico. Inoltre, proponiamo la creazione di  abitazioni controllate per gli individui e i gruppi che procurano disturbo, che comprenda il loro dislocamento in zone specifiche apppositamente controllate dallo Stato», ha detto Svaral.

Il sindaco di Malacky ha criticato l’idea di spostare una numerosa famiglia rom da Via Druzstevna verso un’altra località. «Si tratta solo di spostare il problema. La comunità rom di via Druzstevna ha cambiato casa quattro volte negli ultimi 35 anni. Questo ha sempre portato alla distruzione delle proprietà dei vicini e a continui con loro … Lo Stato dovrebbe ammettere di non essere ancora in grado di risolvere il problema rom, anche 20 anni dopo la Rivoluzione di Velluto», ha detto Ondrejka.

Pollak nel corso della riunione ha affermato che i problemi con i rom a Zahorie non sono così significativi come in altre parti della Slovacchia. Egli non concorda con le misure repressive proposte dai sindaci e ha invocato piuttosto misure preventive. «Concordiamo però che le sanzioni per chi viola la legge devono essere uguali per tutti», ha ammesso.

(Fonte Tasr)

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