Governo: i giudici slovacchi saranno sottoposti a valutazioni quinquennali di rendimento

Il lavoro dei giudici dovrebbe nuovamente essere valutato ogni cinque anni, come dall’emendamento alla legge sui giudici e gli assistenti giudiziari approvato dal Governo mercoledì, pratica che fu abolita nel 2008. Se l’emendamento passa in Parlamento, le valutazioni non saranno effettuate direttamente dal presidente del tribunale, ma da commissioni  e collegi. I criteri per il processo saranno ridefiniti, ma il principio fondamentale rimane nell’assegnazione di un punteggio. Se un giudice non passa la procedura, sarà oggetto di provvedimenti disciplinari o addirittura il licenziamento. I risultati delle valutazioni saranno resi pubblici, e anche le statistiche sul numero di casi risolti.

I membri dei senati disciplinari verranno selezionati su base casuale, in modo che sarà più difficile commettere abusi. L’elenco dei membri sarà pubblicato.

Sempre nella seduta di mercoledì, il Governo ha stabilito con un nuovo disegno di legge che il voto del Consiglio Giudiziario sarà reso pubblico, assicurando «trasparenza e apertura nel sistema decisionale», come dalla proposta del Ministero della Giustizia. Una delle mosse principali del provvedimento è quello di vietare il cosiddetto voto “per rollam”, cioè il voto fatto via e-mail un giorno dopo una seduta pubblica del Consiglio giudiziario.

Verranno introdotte circoscrizioni elettorali corrispondenti ai distretti dei tribunali regionali (ora c’è solo un distretto elettorale per l’intera Slovacchia). Qualcosa di simile dovrebbe essere fatto per la Corte Suprema, secondo il Ministero della Giustizia, ma questo richiedere una modifica costituzionale. Stessa cosa per separare le cariche di presidente della Corte Suprema e del Consiglio Giudiziario, che sono attualmente detenute dalla stessa persona – Stefan Harabin. Il capo del Consiglio Giudiziario dovrebbe essere eletto tra i suoi stessi membri con maggioranza semplice. Ma queste parti della proposta non possono essere votate in Parlamento senza un’ampia maggioranza, che la Coalizione che sostiene il Governo non ha. Servono infatti 90 voti per modificare la costituzione, e la maggioranza arriva a 79. Il maggior partito di opposizione, Smer-SD, ha già fatto sapere di essere nettamente contrario e dunque non si può contare su di lui.

Alle lamentele di Smer sul fatto che fu proprio il primo Governo Dzurinda nel 2001 a stabilire questa modifica costituzionale, il Ministro Lucia Zitnanska ha risposto che «nel corso di questo decennio, è divenuto chiaro che se il potere è concentrato nelle mani sbagliate, è l’intero sistema giudiziario a soffrirne davvero». Questo è quel che si vuole evitare in futuro, ha detto la Zitnanska, convinta che separare le due cariche è giusto.

(Fonte Tasr)

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