Gli assicuratori sanitari non sono più obbligati a stipulare contratti con le cliniche universitarie

Dopo i massicci tagli nel numero di posti letto ospedalieri compiuti il mese scorso, si profila all’orizzonte un’ulteriore riduzione di accessibilità all’assistenza sanitaria negli ospedali: gli assicuratori sulla salute non saranno più obbligati a firmare contratti con ciascun ospedale universitario. «Questo cambiamento provocherà instabilità e incertezza nelle regioni e tra gli operatori sanitari», ha detto Vladimir Balogh, ex direttore generale della compagnia di assicurazioni sanitaria Apollo, al quotidiano Pravda.

L’ex Ministro della Sanità, Richard Rasi (Smer-SD), nutre la stessa opinione. «I pazienti diventeranno ostaggi delle assicurazioni», ha detto. «È una mossa sbagliata, che legittima legalmente gli assicuratori sanitari a non firmare contratti con le strutture oncologiche e cardiovascolari, e gli ospedali universitari che forniscono assistenza sanitaria patiranno serie difficoltà», ha detto Rasi.

Zuzana Hornikova dell’assicurazione Dovera ha affermato che l’assicuratore fornirà polizze a una rete sufficiente di operatori sanitari. Lei ha aggiunto che la nuova misura servirà solo a correggere la deformazione corrente sul mercato che ha provocato una posizione più vantaggiosa agli ospedali universitari nelle trattative con gli assicuratori. «Questi ospedali non sono sotto una pressione reale che li spinga ad accrescere la qualità», ha detto.

(Fonte Pravda)

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