Gran Bretagna: per i disordini in corso, i Ministeri degli Esteri invitano i propri cittadini a fare attenzione

Riguardo alla pesante situazione di sicurezza in Gran Bretagna, con Londra, Birmingham e altre località sotto l’attacco di gruppi spontanei di rivolta che attaccano le forze dell’ordine e assaltano i negozi per farne razzia, la Farnesina con la sua Unità di Crisi ha istituito tramite il Consolato generale d’Italia nella capitale britannica un numero di prima emergenza attivo 24 ore (vedi http://www.viaggiaresicuri.it/index.php?id=4604&view=consolari) per far fronte a situazioni di grave difficoltà che dovessero vedere coinvolti connazionali e mantiene uno stretto contatto con le antenne consolari nelle città interessate dai disordini. Allo stesso tempo, il nostro Ministero degli Esteri ha inviato ai connazionali iscritti al sito www.dovesiamonelmondo.it un sms di cautela con numeri di emergenza e la raccomandazione di evitare accuratamente nuovi eventuali assembramenti; analoghe indicazioni sono state fornite anche attraverso i canali Facebook e Twitter dell’Unità di Crisi. Un focus specifico sulla situazione è stato postato sul sito www.viaggiaresicuri.it, con aggiornamenti in tempo reale.

Nel contempo, anche il Ministero degli Affari Esteri della Slovacchia ha diramato un avviso raccomandando ai cittadini slovacchi che hanno in programma di visitare il Paese di essere vigili ed evitare le zone nelle quali sono già avvenuti disordini. Il Ministero raccomanda inoltre gli slovacchi di stare informati sugli ultimi sviluppi riguardanti la situazione della sicurezza in alcune parti di Londra e in altre città come Birmingham, Brighton e Nottingham.

La massiccia mobilitazione della Polizia inglese decisa dal Governo guidato dal Premier conservatore David Cameron (16 mila poliziotti schierati nelle strade a Londra e in altre città) sembra aver dato i suoi frutti. La notte nella capitale britannica è trascorsa quasi senza incidenti, che invece sono stati registrati a Nord dell’Inghilterra, a Manchester e Liverpool. In quattro giorni consecutivi di disordini le forze dell’ordine hanno arrestato in totale 770 persone: ieri sera 81 giovani sono stati fermati a Londra, 108 a Manchester, altrettanti a Birmingham. ll Premier ha richiamato dalle ferie i parlamentari e ha convocato una seduta straordinaria del Parlamento per domani.

Da sabato, quando un ragazzo ventinovenne pregiudicato di colore è stato fermato dalla Polizia inglese e poi è rimasto ucciso in un modo ancora non chiaro, centinaia di ragazzi incappucciati e col volto coperto hanno messo a ferro e fuoco prima Londra, e poi altre città importanti del Paese, hanno caricato i poliziotti, hanno rotto vetrine e compiuto saccheggi, dato fuoco ad auto e abitazioni. Cameron, rientrato dalle ferie in anticipo, ha annunciato rigore. A Manchester, a nord-ovest della capitale, si sono vissuti nelle ultime ore i momenti più violenti degli ultimi trent’anni, secondo quanto affermato dalla Polizia locale, che ha denunciato scontri, saccheggi e “violenze gratuite”. Ieri il primo morto, un ragazzo di 26 anni ferito da un colpo d’arma da fuoco nel corso degli scontri di lunedì a Londra. E stanotte altri 3 anglo-asiatici tra i 20 e i 30 anni sono stati falciati da un’auto nel corso dei disordini a Birmingham. Scotland Yard ha comunicato che la guerriglia urbana a Londra ha provocato il ferimento di 111 agenti e cinque cani-poliziotto. E i media britannici citano oggi le assicurazioni, che parlano di danni a Londra per ben oltre 100 milioni di sterline.

Secondo Ettore Greco, direttore dell’Istituto Affari Internazionali, sentito dall’agenzia TM News, i disordini di questi giorni a Londra e quelli delle banlieue di Parigi sono legati da un «filo rosso», che porta anche alle recenti manifestazioni di protesta (pacifiche) degli indignados spagnoli. Tutti questi casi sono uniti dalla «componente giovanile e dalla crisi che incide in particolare appunto sui giovani e sulla popolazione immigrata». Il disagio sociale che colpisce soprattutto le classi meno abbienti, gli emarginati e i giovani, dice Greco, è un fattore chiave per comprendere questi fatti. Per Londra, poi, Greco ritiene necessario collocare gli incidenti in una «prospettiva storica», collegandoli con le rivolte degli anni Settanta (nel quartiere meridionale di Brixton), che ebbero una base etnica, come quelli di questi giorni.

(La Redazione)

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