SPP fa causa allo Stato slovacco perché non le ha permesso il rincaro dei prezzi del gas


L’azienda slovacca del gas, SPP, ha per la prima volta citato in giudizio lo Stato per non averle permesso di introdurre un aumento più significativo dei prezzi del gas. L’SPP ha chiesto, per un certo numero di volte, la possibilità di aumentare i prezzi del gas di diverse decine di euro nell’ultimo anno. I prezzi sono aumentati del 4,5% soltanto nel mese di luglio, e l’azienda afferma di aver perso 70 milioni di euro lo scorso anno per i mancati aumenti. SPP avrà la stessa perdita dell’anno scorso dopo il rifiuto degli aumenti dei prezzi (del 40%) chiesti a luglio e settembre 2010.Il Tribunale regionale di Bratislava ha confermato che la SPP ha recentemente presentato 15 ricorsi legali contro le decisioni dell’Ufficio per il Regolamento delle Industrie di Rete (URSO), stipulate tra il novembre 2010 e il maggio 2011 sulla politica dei prezzi.

L’autorità di regolamentazione attribuisce i problemi di SPP essenzialmente ad un contratto svantaggioso che la società ha stipulato con il fornitore russo di gas Gazprom. Mentre SPP ha un contratto di 20 anni con il colosso statale russo a condizioni prefissate, i distributori concorrenti più piccoli acquistano il gas a breve o sul cosiddetto mercato spot, dove i prezzi sono oggi più bassi. SPP è stata per molti anni l’unica azienda ad offrire la fornitura di gas alle famiglie. Tutti sostenevano che non era possibile per altre imprese fare profitti in tale mercato, ma negli ultimi tempi si è sviluppata una certa concorrenza con molti nuovi attori sul mercato.

La maggioranza di SPP (51%) appartiene allo Stato, gestita dal Fondo di Proprietà Nazionale (FNM), mentre il resto (49%) è detenuto da un consorzio composto dalla tedesca E.ON Ruhrgas e dalla francese Gaz de France.

(La Redazione, Fonte Pravda)

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