Elezioni: lo Smer vince,la destra pronta a fare un Governo

Dalle elezioni parlamentari di Sabato 12 Giugno esce un quadro non chiaro. Pur uscito vincente col 34,7 per cento dei voti e 62 seggi, lo Smer-SD del Premier Robert Fico avrà non poche difficoltà a formare una coalizione di governo. I suoi più naturali alleati infatti – gli stessi della coalizione uscente – non hanno brillato. Affatto. Il Partito Nazionalista SNS di Jan Slota, che ha impostato la campagna elettorale sugli attacchi ungheresi e sulla difesa dei confini nazionali, hanno di pochissimo superato il quorum d’ingresso al Parlamento del 5 per cento, ottenendo un magro 5,07 con un grosso tonfo dal precedente 11,7 delle elezioni parlamentari del 2006. D’altro canto, l’altro partito coalizzato con lo Smer nell’ultimo mandato, LS-HZDS, nonostante le dichiarazioni multiple del suo leader Vladimir Meciar («La coalizione ideale di governo è Smer-SD e LS-HZDS, e noi siamo pronti per questo» aveva sostenuto Meciar in campagna, e solo poco prima delle elezioni in un programma TV, punzecchiato, aveva strillato che il suo partito avrebbe preso voti «a due cifre», intendendo di superare il 10 per cento. È andata in modo diverso: dopo avere per vent’anni controllato – o condizionato – la politica slovacca, Sabato gli elettori lo hanno punito, lasciandolo ad un modesto 4,33 per cento, fuori dal Parlamento. Aveva l’8,7 nel 2006.

I 62 seggi di Fico – che ha comunque migliorato di 4,5 punti e di 12 seggi i risultati del 2006 – uniti ai 9 di SNS fanno appena 71, ne mancano almeno 5 per controllare il Parlamento.

Ma anche dall’altra parte – l’opposizione – ci sono sorprese:  il partito etnico ungherese SMK, guidato da Pal Csaky, è fuori. Ha ricevuto il 4,33 per cento, nonostante – o forse proprio a causa di questo – l’incontro pochi giorni fa in Ungheria del leader del partito con il neo Premier ungherese Viktor Orban, che ha dichiarato di sostenere il partito fratello in Slovacchia. E nonostante le grandi operazioni di Governo e Parlamento ungheresi per le questioni doppia cittadinanza e revisione degl accordi di Trianon. A quanto pare gli ungheresi di nazionalità slovacca non sono interessati a queste cose. Se nelle precedenti elezioni del 2006 il partito SMK – allora guidato da Bela Bugar – aveva ottenuto l’11,6 per cento, quest’anno i due partiti riconducibili all’etnia ungherese hanno ottenuto inseme oltre il 13,4 per cento, guadagnando quasi il 2 per cento. Il partito per il quale la maggioranza ‘ungherese’ ha deciso però in massa di votare è il neonato Most-Hid di Bela Bugar, defenestrato da Csaky nel 2008. Bugar, uomo del dialogo (il nome del suo partito Most significa del resto “ponte”), è politico pacato e serio, che piace anche a molti slovacchi che non amano le risse. Most-Hid ha ottenuto, un po’ a sorpresa, l’8,2 per cento, e 14 seggi.

Gli altri tre partiti di destra hanno più o meno mantenuto le aspettative, con SDKU-DS anche oltre, al 15,4 per cento e 28 deputati, Libertà e Solidarietà-SaS al 12,1 per cento e 22 seggi, e i Cristiano Democratici di KDH all’8,5 per cento con 15 parlamentari.

Il quartetto di partiti di centro-destra ha dunque una maggioranza composta da 79 seggi. Ieri più volte i vari leader di SDKU-DS, Sas, KDH e Most-Hid hanno dichiarato la non disponibilità a fare un Governo con lo Smer, e ad essere invece interessati al più presto a cominciare a ragionare su una coalizione tra di loro.

Per quanto riguarda le quote rosa, questione che non è mai stato un tema della campagna, c’è ancora parecchio da fare. Le donne elette sono state il 15,3 per cento del totale. Erano poco di più (22,7 per cento) le candidate.

(Pierluigi Solieri)

Elezioni 2010: voti e percentuali  (da www.volbysr.sk)

Elezioni 2010: voti e percentuali (da www.volbysr.sk)

Elezioni 2010: seggi assegnati

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