Avanti le indagini italiane sul cannibale. La sua famiglia: mai stato in Italia

Arriva anche sui media slovacchi l’eco della pista italiana che riguardo il caso del cannibale Matej Curko. È stata TA3, la tv all-news slovacca, a risalire alle informazioni di provenienza italiana, data la riservatezza assoluta che è mantenuta dagli investigatori slovacchi. E il mezzo attraverso il quale i giornalisti di TA3 hanno appreso della cosa è proprio il nostro sito buongiornoslovacchia.sk. Alla chiamata di un redattore della televisione, li abbiamo informati delle indiscrezioni che giravano in Italia sulla ricerca della ragazza di nazionalità italiana che potrebbe essere stata vittima di Curko, dando poi loro il contatto con il giornalista Massimo Sideri del Corriere della Sera, che è stato il primo a menzionare dei nuovi sviluppi e che sembra essere tutt’ora il più informato in una faccenda per la quale la Polizia slovacca ha la bocca cucita (per questo i media non sapevano nulla) e quella italiana pure. Dopo TA3, hanno seguito tutti gli altri media in Slovacchia, a partire dal sito web del tabloid Novy Cas.

In Italia dunque, secondo le indiscrezioni raccolte da Sideri, si starebbe iniziando a scandagliare la trentina di ragazze tra i 25 e i 28 anni scomparse negli ultimi due anni, compatibili con il profilo della presunta vittima, come dalle segnalazioni incluse nel dossier pervenuto alla Polizia italiana attraverso l’Interpol. Per il momento, le indagini non sembrano affatto facili, soprattutto per la scarsità di informazioni su cui lavorare. Il corpo della presunta ragazza italiana non è stato rinvenuto, al contrario dei resti di due vittime slovacche accertate, e per questo la Polizia scientifica italiana insieme al Nucle operativo avrebbero chiesto ai colleghi slovacchi di ottenere campioni di prove biologiche e del DNA reperiti in casa Curko. «Il caso resta sotto osservazione. Non commentiamo le voci e speculazioni», è la secca dichiarazione della portavoce della Polizia slovacca, Denise Baloghova, che, secondo quanto scrive Novy Cas, ha anche escluso che la Polizia italiana abbia contattato al momento i colleghi slovacchi. Lasciando pensare che le comunicazioni siano tenute attraverso l’Interpol. Sempre Novy Cas informa di un giovane ragazzo ceco, un ventiduenne di Pardubice che sarebbe stato in contatto con Curko per farsi uccidere e aveva già acquistato il biglietto per Kysak, il bosco dove Curko dava appuntamento alle sue vittime. Ma quando avrebbe appreso della morte del cannibale, si sarebbe suicidato pugnalandosi al cuore.

La svolta italiana era nata dalla testimonianza dello svizzero Markus Dubach scampato alla stessa fine, poi confermata, sembra, dall’esame delle comunicazioni email tra lui e il cannibale (tenute attraverso l’ormai noto e ora bloccato indirizzo segreto kanibm@volny.cz). Nei messaggi, Curko discuteva con lo svizzero, consenziente, di come lo avrebbe ucciso e poi mangiato. E gli avrebbe inviato fotografie e dati anagrafici delle sue vittime passate, incluse immagini raccapriccianti delle loro parti del corpo cucinate. In quelle email, però, gli investigatori avrebbero soltanto trovato riscontro della nazionalità ed età della presunta vittima italiana, ed una fotografia di un seno che cuoceva in una pentola, particolare non riconducibile alle due vittime accertate finora, le slovacche Lucia Uchnarova e Elena Gudjakova (21 e 30 anni), residenti nella zona in cui viveva pacifico il tecnico di computer Matej Curko con la moglie e due bambini, nel villaggio di Sokol, mille anime nell’est della Slovacchia, dove i vicini lo descrivono come «uomo tranquillo e discreto».

Il Corriere accenna anche a un «frigorifero degli orrori», dove il cannibale avrebbe conservato alcune parti congelate delle sue vittime. Da qui si penserebbe di poter estrarre i dati del dna da confrontare con le ragazze scomparse in Italia. La Polizia slovacca avrebbe trovato anche parti di corpi che rimandano ad altre possibili vittime, parti che non combaciano con i resti straziati delle due slovacche ritrovate grazie ai dati GPS scovati nel pc di Curko pochi giorni dopo aver teso un’imboscata al cannibale, tradito dal pentimento dello svizzero che si era spaventato dalle immagini sconvolgenti ricevute via email.

In contemporanea, La Polizia starebbe adesso controllando le caselle di posta delle trenta ragazze italiane scomparse che sono compatibili con il profilo ricercato. Il provider ceco Volny.cz avrebbe un’archiviazione a tempo per le email gratuite come quella utilizzata da Curko, e i dati non sarebbero disponibili oltre una certa data. Se si vuole indagare sul 2009 e prima metà del 2010, dunque, rimarrebbe solo la pista delle comunicazioni email delle ragazze italiane.

Sembrerebbe comunque poco credibile che Curko possa essere venuto in Italia a consumare il suo delitto, come aveva ipotizzato un altro collega del Corriere riferendosi al caso irrisolto del corpo di giovane donna a pezzi, decapitato, senza gambe e con parti e organi asportati, trovato a Roma nel marzo di quest’anno. Anche i parenti del cannibale, sentiti da TV Markiza, avrebbero rigettato l’ipotesi come una sciocchezza: Matej Curko, dicono, non è stato in Italia negli ultimi anni.

I segreti di Curko, 43 anni, sono finiti nella tomba con lui dopo che è morto all’ospedale di Kosice il 12 maggio scorso. Era stato colpito in modo grave in uno scontro a fuoco con un agente speciale che si era spacciato per lo svizzero Markus Dubach ed era andato all’appuntamento fatale nel bosco di Kysak due giorni prima. Nella sparatoria  è rimasto ferito agli organi interni, alla spalla e al volto, e pur dopo una lunga operazione chirurgica non è sopravvissuto. L’agente, ferito a sua volta da un proiettile – Curko frequentava un poligono di tiro, dove tutti lo conoscevano come un «uomo mite» – una volta rimessosi è stato encomiato dal capo della Polizia. Sul luogo dell’appuntamento gli investigatori hanno ritrovato una sacca con alcuni strumenti usati dal cannibale e un presunto altare cerimoniale dove avrebbe potuto realizzare l’uccisione e lo smembramento dei corpi delle vittime.

Una curiosità, che mi è stata rivelata da un conoscente, anche questa da gelare il sangue: il fratello del mostro, Marian, 37 anni, persona conosciuta in Slovacchia perché partecipa a programmi televisivi di grande richiamo, e che indossa travestimenti per divertire il pubblico – presi spesso dal cinema come quello di Freddy Krueger dal film Nightmare – si è presentato, in una puntata poco prima che il fratello venisse scoperto e ucciso, travestito da Hannibal Lecter, il famoso cannibale interpretato al cinema da Antony Hopkins.  … Da escludersi che sospettasse della doppia vita del «mite» Matej. Ma, comunque, agghiacciante.

(Pierluigi Solieri)

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