KDH apre il tema dell’obiezione di coscienza nella legislazione slovacca

Il presidente dei Cristiano Democratici (KDH) Jan Figel ha posto sul piatto del Governo con mano ferma il tema dell’obiezione di coscienza, e ne ha parlato con i colleghi di SaS, notoriamente poco inclini a sostenere le proposte di KDH, perché, dicono, la libertà di coscienza dovrebbe interessare anche i liberali in quanto è la base di ogni libertà umana. In un’intervista per l’agenzia di stampa Sita, il leader KDH Jan Figel spiega che «siamo ancora pronti a discuterne», informando di avere aperto su questo tema un confronto con Libertà e Solidarietà prima dell’approvazione della revisione del nuovo Codice del Lavoro, e il Ministro del Lavoro Jozef Mihal (SaS) aveva convenuto formalmente sulla tutela del diritto all’obiezione di coscienza all’interno di un contratto generale di lavoro, anche per quanto riguarda i dipendenti statali.

Figel ritiene che nel prossimo futuro i tempi saranno maturi per avere un consenso politico che permetta di adottare una soluzione concreta e definitiva di questo problema. Nel 2006, KDH lasciò l’allora Coalizione di Governo di centro-destra a causa di uno scontro con l’SDKU di Mikulas Dzurinda sull’obiezione di coscienza nel progetto di trattato con il Vaticano, una delle priorità dichiarate di KDH. Le elezioni anticipate che si tennero nel giugno dello stesso anno lasciarono tutto lo schieramento di centro-destra all’opposizione per un mandato. Secondo il trattato in discussione allora, i cittadini avrebbero potuto rifiutare di eseguire qualsiasi azione che contraddice la coscienza in base alla loro religione o etica, soprattutto nella professione medica e delle forze armate. Avrebbe poi permesso di rifiutare il servizio militare di leva (che ora è stato abolito) e i medici potevano rifiutarsi di compiere aborti, procreazione assistita, sterilizzazione o prescrivere pillole contraccettive.

Il partito liberale SaS non ha problemi con l’incorporazione dell’obiezione di coscienza nel Codice del Lavoro, ha detto il deputato SaS Martin Poliacik. Il Codice del Lavoro, ha specificato, rappresenta l’occasione adatta per proteggere la libertà di coscienza, che SaS voleva vedere incamerata nella legislazione slovacca, ma non come qualcosa di dettato dall’alto posto al di sopra del diritto slovacco. Se Figel non avesse aperto oggi la questione dell’obiezione di coscienza, SaS lo avrebbe fatto, ha detto Poliacik.

(Fonte webnoviny.sk)

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