Il giorno dopo le elezioni, esultanti e delusi

Jan Slota (SNS) insolitamente depresso: «Sono triste per la Slovacchia. Gli omosessuali e gli ungheresi governeranno la Slovacchia, e noi tutti piangeremo. Lacrime di sangue» (il suo partito ha perso il 55 per cento dei consensi, entrando in Parlamento per il rotto della cuffia).

Radicova (SDKU-DS): ogni leader politico vorrebbe essere premier. E io «sono pronta a diventare la prima donna Premier in Slovacchia. L’alternativa è possibile e la gente l’ha scelta».

Figel (KDH): Governo di centro-destra all’orizzonte. Finita l’era di Meciar

Fico (Smer-SD): il patchwork di destra non durerà oltre un anno

HZDS: non ha perso il partito, ha perso la Slovacchia. «Siamo molto dispiaciuti che i cittadini slovacchi abbiano scelto per l’aumento dell’età pensionabile, la legalizzazione della marijuana, le coppie omosessuali» (ilpartito LS-HZDS non ha raggiunto il quorum, con un 4,33 per cento, a fronte di un 8,79 raggiunto nelle elezioni politiche 2006).

Csaky (SMK) annuncia le dimissioni sue e di tutti i leader del partito (il partito etnico ungherese SMK non ha raggiunto il quorum, fermandosi al 4,33 per cento, ed è quindi escluso dal Parlamento, per la prima volta dalla sua costituzione nel 1998).

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