Gli estremisti slovacchi al killer di Oslo: grazie fratello, hai ispirato molti altri pronti a seguirti

Come hanno riportato ieri alcuni media, che hanno ripreso il portale informativo ceco lidovky.cz, gli estremisti cechi e slovacchi hanno ringraziato il norvegese Anders Behring Breivik per la strage da lui compiuta a Oslo la scorsa settimana. Il messaggio, postato sul sito White Media che fa appunto capo a movimenti di estrema destra ultranazionalista schierati contro “l’ideologia del multiculturalismo promossa dalla sinistra”, aveva come titolo ‘Difesa di Andres Breivik’, sul quale la Polizia starebbe indagando. Tra i commentatori, c’è chi si stupisce che ci siano indagini su questo fatto, e non sulle decine, centinaia di incitazioni razziste e xenofobe e apologie del nazismo che si trovano su internet e altrove, come dice Juraj Dovala, blogger ospitato sul sito del quotidiano slovacco Sme. Il messaggio, che ringraziava il ‘fratello’ Breivik per aver «colpito il male nelle sue aree più sensibili – la sede del suo potere e il suo nuovo vivaio di seguaci fanatici», riferendosi al campo di giovani teenager democratici che Breivik aveva deciso di attaccare. «Grazie. Hai ispirato molti altri che sono pronti a dedicare la propria vita a combattere fino alla fine fino a che l’Europa sarà forte, sana, pulita, vitale, prospera e sicura». Il messaggio difende l’operato del killer radicale spiegando che gli uccisi non erano indifesi, come tutti si sono precipitati a notare. «Molti di loro erano ben armati. Erano armati di veleno. Ideologia distruttiva che uccide il proprio popolo», specifica l’estensore delirante.

Nel frattempo, la Polizia norvegese ha sospeso le operazioni di ricerca dei dispersi attorno all’isola di Utoya, dove venerdì scorso hanno perso la vita 68 persone, portando il numero totale di vittime a 76, secondo gli ultimi dati a disposizione. L’autore, l’estremista trentaduenne Anders Behring Breivik, intriso di una violenta filosofia massonico-nazista anti-islamica, secondo la Procura generale del Paese, non potrà essere processato prima di un anno, e speriamo che nel frattempo la Norvegia abbia la possibilità e la volontà di inasprire la pena per questo tipo di delitti, che attualmente si limita ad appena 21 anni, in carceri che per i nostri standard italiani sono hotel minimo a tre stelle. Anche il Nord Europa, sicuramente, dovrà cominciare a capire che il mondo globalizzato di oggi non permette più di pensare a quelle società scandinave finora serene e avulse dai conflitti del resto del pianeta in un’ottica più internazionale. Nessuno si può più permettere di non vedere cosa gli succede intorno. Il ritardo con cui le forze dell’ordine norvegesi hanno reagito al massacro sulla piccola isola (sono arrivati oltre un’ora dopo l‘inizio degli spari) è dovuto anche al fatto che la Polizia del regno è disarmata, come quella britannica, e si è dovuta attendere una squadra speciale. La quale, peraltro, ha avuto a che fare con un elicottero che era impegnato a chilometri di distanza dalla loro base. Breivik, al contrario della moda dominante dell’estremismo – islamico e non solo – non voleva proprio morire, e si è arreso pacificamente come una pecorella al pascolo, lanciando lontano la sua arma e presentandosi agli agenti con le mani sulla testa.

(Pierluigi Solieri)

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