I produttori di Tokaj slovacchi: il Ministro sta trattando con gli ungheresi senza di noi

La Slovacchia deve concludere i negoziati con l’Ungheria e definire la regione del Tokaj per legge nel territorio di sette città e villaggi nel sud-est della Slovacchia, si legge in una petizione indirizzata al Primo Ministro Iveta Radicova (SDKU-DS) e ai presidenti di tutti i partiti della coalizione di Governo, firmata da 1.200 persone, scriveva ieri in un articolo il maggiore quotidiano slovacco Sme. La petizione è stata consegnata lunedì ai rappresentanti dei partiti e alla Radicova dal presidente dell’Associazione Tokaj, Pavel Eftimov. «In passato, era cosa normale che i proprietari delle terre [della zona slovacca del Tokaj], i viticoltori e i produttori di vino Tokaj slovacchi partecipassero ai negoziati bilaterali con la controparte ungherese. Da quando il Governo è cambiato l’anno scorso, il Ministro dell’Agricoltura Zsolt Simon (Most-Hid) sta trattando cose che ci riguardano direttamente, ma senza di noi», ha lamentato Eftimov.

I produttori di vino slovacco criticano il Ministro per non avere informazioni sulle trattative in corso se non dai media, e per il fatto che lui non sembra affatto interessato a sentire le loro opinioni e argomenti. «Noi crediamo che non debba essere una sola persona, il cui posto è temporaneo, a decidere sugli interessi di centinaia di persone e sulle loro proprietà», afferma Eftimov secondo il giornale.

Simon, nel frattempo, si è rifiutato di commentare l’appello dei produttori slovacchi di Tokaj. Secondo il suo portavoce Monika Szabova, non è utile rivelare i risultati, per ora parziali, dei negoziati con l’Ungheria e con la Commissione Europea prima della loro conclusione. Secondo la Szabova, i requisiti indicati nella petizione inviata al Governo sono svantaggiosi per la Slovacchia. Anche se la legislazione ungherese ha definito la famosa zona del Tokaj nel territorio di 29 città e villaggi (12.000 ettari), le leggi slovacche riconoscono solo singoli appezzamenti di terreno (980 ettari). Secondo informazioni non ufficiali, Simon (che è membro del partito di conciliazione slovacco-ungherese Most-Hid) sarebbe disposto a fare concessioni agli ungheresi riducendo il territorio slovacco del marchio Tokaj a solo 565 ettari.

«Non possiamo accettare che la zona dei vigneti di Tokaj possa diventare ancora più piccola di quanto non sia già ora», ha detto Pavol Balogh, presidente dell’Associazione delle Città e Villaggi del Tokaj. «Sarebbe difficile per me spiegare perché il proprietario di una collina ha un vigneto Tokaj autorizzato, ma il suo vicino no. I proprietari dei vigneti devono poter avere la certezza che i loro diritti siano conservati nel tempo per le generazioni future», ha aggiunto Balogh.

La regione slovacca del Tokaj è ridotta ad una piccola porzione di territorio nel sud della regione di Kosice al confine con l’Ungheria. È la più piccola delle sei zone vitivinicole del Paese, e comprende sette località del distretto di Trebisov: Bara, Čerhov, Černochov, Malá Tŕňa, Slovenské Nové Mesto, Veľká Tŕňa, e Viničky. La produzione annuale di “Tokajské víno” non arriva a 20.000 ettolitri all’anno, circa il 10% dell’intera zona vinicola del Tokaj.

La disputa sull’uso del marchio Tokaj con l’Ungheria, iniziata negli anni Cinquanta e temporaneamente sistemata con un accordo scaduto all’inizio degli anni Novanta, si era conclusa con un accordo bilaterale del 2004 come parte delle negoziazioni di accesso di entrambi i paesi nell’Unione Europea. Se la regione vinicola del Tokaj comprende una zona di quasi mille ettari, l’accordo del 2004 prevede che soltanto il vino prodotto in una zona ridotta di 565 ettari possa essere commercializzato con il nome Tokaj. La produzione slovacca ha anche dovuto accettare di sottoporsi ai controlli di qualità e denominazione delle autorità ungheresi, e la zona è stata definita Indicazione Geografica Protetta (IGP). Un regio decreto nel 1757 (quando la Slovacchia era parte del Regno d’Ungheria) istituì una zona di produzione chiusa del Tokaj, il primo sistema al mondo di indicazione geografica del vino. La classificazione dei vigneti iniziata nel 1730 fu completata dai censimenti nazionali del 1765 e 1772.

(La Redazione)

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