I Liberali di SaS voteranno contro la partecipazione della Slovacchia al secondo piano per la Grecia

Il leader di Libertà e Solidarietà (SaS) Richard Sulik lamenta che il piano di salvataggio approvato per la Grecia è alla fine diverso da quando il Ministro delle Finanze slovacco Ivan Miklos (SDKU-DS) aveva in mente in origine e aveva discusso in Parlamento. SaS, membro cruciale della coalizione di Governo in Slovacchia, non è d’accordo con la decisione dei leader di Eurolandia sulle misure destinate ad aiutare la Grecia malata. Come ha detto ieri Sulik, che è anche Presidente del Parlamento, l’approccio concordato giovedì in Europa non risolve il problema greco, ma posticipa soltanto la sua risoluzione. «È una frode verso i contribuenti europei», ha tagliato corto Sulik, che ha ricordato il piano del Ministro delle Finanze Ivan Miklos di combattere a Bruxelles per la partecipazione del settore privato nel piano di salvataggio per la Grecia, per le garanzie, la partecipazione del Fondo Monetario Internazionale (FMI), l’accordo di tutti i partiti politici greci e la privatizzazione delle aziende di Stato del Paese.

Sulik dice che l’accordo di Bruxelles non fa alcuna menzione dell’accordo politico in Grecia e sulle garanzie, mentre le privatizzazioni sono menzionato solo «come un mormorio generale».

Secondo il presidente SaS, il prestito di 109 miliardi accordato alla Grecia in agonia sarà finanziato esclusivamente dal Fondo Monetario Internazionale (FMI) e dai contribuenti europei, ma del contributo dell’FMI non si sa ancora nulla. Se questo, dice Sulik, «è allo stesso livello del primo prestito, allora sarà un po’ meno di 30 miliardi, cosicché i contribuenti europei dovranno pagare gli altri 79 miliardi, e i contribuenti slovacchi dovranno contribuire conb 840 milioni di euro». Questo scenario è una frode, perché la Slovacchia sarà costretta a fornire garanzia incondizionata e irrevocabile non di “soli” 350 milioni come Miklos aveva sostenuto in Parlamento il 1° luglio scorso, né sarà di «600 milioni come temevo, ma sarà di più di 800 milioni», ha sottolineato Sulik, pari a 400 euro per nucleo familiare.

«Non dobbiamo stupirci quindi che spendiamo poco denaro per l’istruzione e per le autostrade, quando abbiamo da sovvenzionare le pensioni greche e le enormi somme per gli stipendi dei sovrabbondanti impiegati statali» del Paese, ha detto Sulik, che ha avvertito che, considerando che un certo numero di punti dell’accordo richiedono il consenso del Parlamento, lui e il suo partito voteranno contro.

Secondo il portavoce del Ministero delle Finanze Martin Jaros, le dichiarazioni di Sulik sono premature. Il piano concordato nel summit di Bruxelles, ha detto Jaros, è più ambizioso di quanto previsto in origine, il che ha sorpreso positivamente i mercati finanziari, dato che si vede nel piano di salvataggio un’ampia partecipazione del settore privato.

«Un default incontrollato sarebbe un disastro non solo per la Grecia, ma per l’intera Zona Euro, nel momento in cui c’è un alto rischio di una ulteriore crisi. Nessuno vuol vedere ripetersi tassi di disoccupazione al 20%», ha detto Jaros, aggiungendo che non solo i mercati, ma anche le agenzie di rating hanno apprezzato l’accordo.

(Fonte Tasr, webnoviny.sk)

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