Camera dell’Agricoltura slovacca: gli alti prezzi delle patate non sono colpa dei produttori

Secondo la Camera slovacca dell’Agricoltura e dell’Alimentazione (SPPK) ci sono molti motivi dietro agli alti prezzi delle patate a Bratislava, ma certo non è colpa dei prezzi che vengono riconosciuti ai coltivatori locali dalle catene commerciali. Una ricerca in undici capitali europee realizzata nella 22esima settimana di quest’anno (tra fine maggio e inizio giugno) mostra che a Bratislava si è registrato il terzo prezzo più alto per le patate, con una confezione di due chilogrammi vendute al costo medio di 1,98 euro.

Secondo le informazioni dell’Agenzia di pagamento agricolo, le patate erano vendute ad un prezzo superiore soltanto ad Amsterdam e a Berlino. Secondo la Camera, i coltivatori di patate nazionali offrono attualmente un chilo di patate ai dettaglianti e distributori a 0,20-0,25 euro (Iva esclusa) e molti di loro tengono un prezzo anche più basso. «Attualmente le vendo a 0,18-0,19 euro al chilo», ha detto uno dei principali produttori di patate nell’ovest della Slovacchia, Juraj Macaj di Senec. Il costo di produzione si attesta intorno a 14-18 centesimi, e il prezzo nei negozi deve essere aumentato di almeno il 20% per l’IVA e di circa il 30% per il margine di distribuzione e vendita, ha chiarito la Camera dell’Agricoltura.

Per di più, la Slovacchia importa circa il 60% del suo consumo complessivo di patate, fatto che svolge un ruolo importante nella fissazione del prezzo, considerando che solo i costi di trasporto possono aumentare il prezzo di 5-7 centesimi per chilogrammo. Dice al proposito sempre Macaj: «A lungo termine, sarebbe preferibile espandere la produzione nazionale, il che ridurrebbe la volatilità dei prezzi. L’autosufficienza alimentare non è certo un concetto vuoto, e quando comincia a svanire a poco a poco, prima o poi andrà a toccare il portafogli dei consumatori».

Secondo lui i prezzi delle patate andranno a scendere nel prossimo periodo in Slovacchia, anche se al momento la pioggia ha rallentato il raccolto, seguendo così un trend già presente in Europa occidentale per tutti i prezzi delle materie prime. La produzione nazionale di patate, frutta e verdura è diminuita in modo significativo soprattutto per l’alta incertezza del meracato e la competizione delle importazioni a prezzi di dumping da paesi che forniscono maggiori aiuti all’agroalimentare.

(La Redazione)

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