Massacro in Norvegia: le reazioni in Slovacchia

Il Ministro degli Affari Esteri Mikulas Dzurinda ha inviato sabato le sue condoglianze alla Norvegia per i terribili fatti di venerdì (una bomba in un palazzo governativo di Oslo e una strage di ragazzi su un’isoletta poco distante) con una lettera al suo omologo norvegese Jonas Gahr Store. «Lasciatemi condannare con forza questi atti di ingiustificabile violenza e trasmettere la speranza che i loro autori saranno severamente puniti. Prego di inviare le mie condoglianze alle famiglie delle vittime e a tutti coloro che sono rimasti colpiti», ha scritto Dzurinda.

Anche il Presidente della Repubblica Ivan Gasparovic ha inviato le sue condoglianze al re norvegese Harald V, che solo pochi mesi fa era in visita in Slovacchia assieme alla moglie. Nella lettera, Gasparovic ha espresso profondo dolore per gli attacchi che hanno colpito il Paese. «Prego di inviare le mie condoglianze in nome del popolo slovacco alle famiglie delle vittime e a coloro che vi sono vicini, e una profonda simpatia ai cittadini del Regno di Norvegia e agli abitanti della capitale Oslo, le cui vite sono state messe dolorosamente in pericolo da questo evento», ha scritto Gasparovic.

Il Primo Ministro Iveta Radicova, poi, nella sua lettera di condoglianze inviata al suo omologo Jens Stoltenberg, ha espresso il profondo dolore che le notizie dal Paese nordico hanno instillato in tutti gli slovacchi. L’esplosione di violenza dimostrata è un attacco contro i valori democratici e i principi che la Norvegia rappresenta non solo in patria ma in tutto il mondo, scrive la Radicova. «Vi assicuro che in questo momento difficile la Repubblica Slovacca e la sua gente sono al vostro fianco come amici e partner. Auguro a voi e al vostro Paese di avere tanta forza ed energia», ha sottolineato il Primo Ministro.

La Direzione della Facoltà di Medicina Jessenius nella città di Martin (regione di Zilina), dove studiano ben 300 ragazzi di nazionalità norvegese che sono stati visitati dalla coppia reale di Norvegia nella loro recente visita in Slovacchia, ha chiamato tutti i 300 studenti, cercando di scoprire se sono a posto. Fortunatamente, nessuno di loro era tra le vittime della bomba di Oslo o nell’isola di Utoya. Un libro di condoglianze è stato collocato nella sede universitaria oggi e una bandiera a lutto è stata alzata di fronte all’ingresso principale della Facoltà.

Il massacro avvenuto a Oslo e sulla piccola isola di Utoya, che ha fatto finora ben 93 morti, ha scosso il Paese scandinavo e non solo. Il mondo intero è rimasto attaccato alle televisioni che ne trasmettevano notizie in diretta. Scioccante anche per chi scrive l’apprendere dalla diretta di CNN che i 7-8 morti tra il gruppo di ragazzi riuniti nell’isola si sono trasformati in poche ore in oltre ottanta.

Oggi allo scoccare delle 12, a Bruxelles, al quartier generale Nato e soprattutto nei paesi scandinavi si è tenuto un pesante minuto di silenzio. In Norvegia, in quel minuto, si sono anche fermati per volontà del Re Harald i treni e le contrattazioni di Borsa. Il gesto del folle Anders Behring Breivik, che fra l’altro sperava di uccidere sull’isola l’ex Premier Brundtland, ha esasperato il mite popolo norvegese: la folla ha infatti tentato di bloccare ed assalire l’auto che lo portava all’udienza preliminare, battendo con le mani contro i vetri, gesto inconsueto per i freddi scandinavi. Breivik, per il massacro, rischia fino ad appena 21 anni di galera secondo le liberali leggi norvegesi. C’è anche la possibilità di estendere la pena, cosa che speriamo succederà.

(La Redazione)

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