Doganieri croati chiedono sesso orale a una slovacca. La Polizia: tutto un malinteso

Funzionari doganali croati presso il confine croato-sloveno avrebbero costretto giovani vacanzieri slovacchi a denudarsi e una delle ragazze avrebbe ricevuto una richiesta di sesso orale, ha scritto mercoledì scorso il sito web aktualne.sk. L’incidente avrebbe avuto luogo lunedi 18 luglio al passaggio di confine di Plovanija. Gli ufficiali doganali hanno prima ordinato agli slovacchi di accostare e hanno chiesto al gruppo di quattro ragazzi dove nascondevano la droga, che i doganieri sospettavano fosse trasportata nell’auto. Hanno poi perquisito l’auto e tutti i loro averi. Dopo di che, hanno preso i maschi nel loro ufficio e li hanno sottoposti a perquisizione facendoli completamente denudare, minacciando di mandarli in galera. Uno dei croati avrebbe anche ripetutamente detto ai ragazzi che sarebbero stati liberi se una delle ragazze gli avesse fatto una fellatio. L’ispezione è durata oltre un’ora. Non trovando alcuna sostanza sospetta, gli ufficiali hanno poi lasciato andare il gruppo.

Il Ministero degli Affari Esteri ha confermato lo stesso giorno che sapeva del caso. Un parente di una delle ragazze ha presentato un reclamo ufficiale presso l’Ambasciata slovacca a Zagabria.

Il caso è stato chiuso venerdì, informava TV Markiza nel notiziario serale, come un malinteso causato dalla barriera linguistica. I doganieri croati volevano scoprire se il gruppo di giovani slovacchi portava droga con sé, e l’equivoco è stato causato dalla parola “kocur” utilizzata dagli agenti nelle loro domande alle ragazze indicando i loro inguini. “Kocur” in slovacco significa “gatto”, ma i poliziotti slovacchi, interessati del caso, hanno spiegato ai loro colleghi croati che potrebbe anche significare l’organo sessuale maschile, in particolare se viene indicata la forca delle gambe.

Il tabloid slovacco Novy Cas riportava venerdì le dichiarazioni dei ragazzi slovacchi: «Ci hanno portato all’ufficio doganale e ci hanno ordinato di spogliarci. Mentre stavamo lì completamente nudi, ci hanno detto che ci avrebbero liberati se uno di noi faceva loro un “pompino”», ha detto Erika, ventenne studentessa universitaria, al quotidiano. «Ero terribilmente spaventata, non sapevo se facevano sul serio o stavano scherzando». Erika ha aggiunto che ha dovuto anche subire una ispezione anale. «È stato atroce, non ho mai provato prima un tale trattamento da ufficiali doganali».

(Fonte Tasr)

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