I sindacati dei datori di lavoro si uniscono per dire no all’aumento dei salari minimi

Il salario minimo ha un impatto negativo soprattutto sui datori di lavoro autonomi e di minor successo, come ad esempio, l’industria tessile, che dal 2009 ha visto licenziamenti su larga scala a causa degli aumenti nel salario minimo legalmente prescritto, ha detto ieri l’Associazione dei Datori di Lavoro Uniti (AZZZ). «I sindacati dei datori di lavoro con minor successo vedono il salario minimo come un problema significativo, pertanto riteniamo che il salario non debba essere aumentato», ha detto il capo della AZZZ, Tomas Malatinsky.

La AZZZ, come le imprese appartenenti all’Unione Repubblicana dei Datori di lavoro (RUZ), non si trova d’accordo con gli aumenti dei salari minimi mensili a partire dal 1 gennaio 2012 alla luce degli sviluppi dell’attuale crisi economica. Lo stipendio minimo lordo ammonta oggi a 317 euro al mese. Secondo Hostak della RUZ, lo stipendio minimo è stato alzato più di quanto fosse ragionevole in passato, senza prendere in considerazione l’evoluzione economica. Il salario minimo mensile è aumentato di quasi il 30% nel 2009.

(Fonte Tasr)

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