La nuova politica agricola europea non piace agli agricoltori slovacchi

L’Unione Europea sta per mettere in cantiere una riforma che prevede un’erogazione paritaria di contributi per gli agricoltori appartenenti ai «vecchi» e ai «nuovi» Stati membri. I contadini slovacchi, dopo il 2013, non riceveranno più maggiori contributi dei loro (tuttavia più ricchi) concorrenti austriaci o tedeschi. Al contrario, le provvidenze finanziarie si ridurranno.  Gli agricoltori slovacchi non hanno tardato a mostrare il proprio disappunto. Quando le leggi della nuova politica agricola europea per gli anni 2014-2020 passeranno, per la categoria sarà ancora più complicato ottenere sostegno finanziario. Essa prevede infatti dei tetti massimi per le aziende agricole di grandi dimensioni mentre il 30% dei pagamenti diretti sarà condizionato dalla produzione agricola biologica.

Altro requisito: il 5% del suolo agrario deve essere lasciato a riposo. «Questo è totalmente assurdo in tempi in cui la domanda di cibo è in crescita. Non capisco perché dovremmo lasciare riposare 200 ettari di terreno delle nostre aziende agricole, quando le importazioni dai paesi dall’Europa occidentale in Slovacchia sono in aumento», ha detto Ivan Oravec, capo di un’azienda agricola a Nove Sady (regione di Nitra). Secondo il capo della Camera Slovacca dell’Agricoltura e dell’Alimentazione, Milan Semancik, se passerà la proposta sui massimali di 300.000 euro per azienda, ci saranno delle conseguenze sull‘85% dei terreni agricoli in Slovacchia.

(Fonte Pravda/Tasr)

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