Gli ospedali slovacchi al collasso se lo Stato non li sostiene

L’Associazione slovacca degli Ospedali non gradisce il piano del Governo di risolvere i debiti della strutture sanitarie statali solo con la trasformazione degli ospedali in società per azioni. L’Associazione teme che se i piccoli ospedali non statali non ricevessero la stessa assistenza, non potrebbero sopravvivere. «Se la transazione dei debiti delle strutture sanitarie non fosse così complessa, lo Stato potrebbe creare artificialmente e intenzionalmente una situazione in cui una parte del sistema sanitario verrebbe successivamente liquidata. In tal modo, molti operatori sanitari non riuscirebbero a lottare e sopravvivere in questa sorta di campo da gioco», ha dichiarato l’Associazione.

Gli ospedali piccoli chiedono che lo Stato assuma un approccio diverso verso gli operatori sanitari individuali, in particolare che gli ospedali gestiti dallo Stato abbiano un trattamento preferenziale. «I debiti degli ospedali privati sorgono per le stesse ragioni dei debiti degli ospedali statali, ovvero il sotto finanziamento e l‘assoluta non trasparente allocazione delle risorse finanziarie da parte delle compagie di assicurazione sanitaria», commenta l’Associazione, sottolineando che questi ospedali hanno già consolidato la propria attività. L’Associazione sostiene le iniziative del Gabinetto che mirano a cambiare il sistema non trasparente di fissazione dei costi individuali per il ricovero verso un sistema di pagamento che garantisca lo stesso prezzo a tutti i fornitori.

I debiti degli ospedali slovacchi si stanno accumulando rapidamente. Ad esempio, il debito di una clinica universitaria di Bratislava verso l’assicuratore statale Socialna Poistovna è cresciuto negli ultimi mesi di 1,5 milioni di euro, la più alta crescita tra tutti gli ospedali del Paese. Alla fine di giugno, il debito complessivo ha raggiunto i 62 milioni di euro (4 in più rispetto a un mese fa). Secondo la portavoce della clinica, Zuzana Cizmarikova, l’ospedale è in cattive condizioni finanziarie, in quanto il 90% del reddito proveniente dagli assicuratori viene speso in stipendi e costi operativi. Gli ospedali, allo stesso tempo, rifiutano con forza l’opinione che dice che essi non mantengono i propri impegni perché sanno che lo Stato coprirà i loro debiti entro la fine dell’anno. Il Ministero della Salute sta monitorando da vicino lo sviluppo dei debiti, ha detto la sua portavoce Katarina Zollerova.

(Fonte RSI / Sme / Tasr)

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