Figel: l’Europa ha confermato le nostre obiezioni sulla Costituzione ungherese

La nuova Costituzione ungherese è stata respinta dall’Europa per quanto concerne i diritti collettivi per le minoranze e la legislazione transfrontaliera, ha detto il Ministro dei Trasporti e primo Vicepremier Jan Figel (Democrazia Cristiana / KDH) durante il question time in Parlamento giovedi. La domanda in questione è stata avanzata dal deputato SDKU-DS Tomas Galbavy, che era interessato a un giudizio della Radicova sulle recenti dichiarazioni del suo omologo ungherese Viktor Orban sul fatto che nessun Governo straniero ha il diritto di attaccare la Costituzione ungherese. «Il Parlamento Europeo ha chiesto all‘Ungheria di assicurarsi che venga rispettata l’integrità territoriale degli altri paesi quando cerca il sostegno degli ungheresi che vivono oltre confine. Anche se questo appello non è un documento giuridicamente vincolante, senza dubbio rafforza la posizione della Slovacchia e reagisce con sensibilità alle nostre obiezioni, che sono state trasmesse all‘Ungheria, agli alleati e ai partner in modo pacifico», ha detto Figel.

Di opinione contraria l‘eurodeputata slovacca Anna Zaborska, dello stesso partito di Figel, che non ha appoggiato la risoluzione dell‘Unione. Secondo lei, il Parlamento Europeo ha ecceduto nei suoi poteri. «Non credo di essere sola ad andare contro l‘opinione della maggioranza. La posizione maggioritaria nel Partito Popolare Europeo [formazione in cui milita – NdR] è che non possiamo votare per l’appello in quanto interferirebbe coi poteri di uno Stato nazionale», ha detto la Zaborska, spiegando che ogni Nazione ha diritto di scrivere come vuole la propria Costituzione e approvarsela in Parlamento. Secondo lei, anche un altro europarlamentare KDH, Miroslav Mikolasik, non avrebbe votato la risoluzione preferendo invece l’astensione.

L’atteggiamento della Zaborska è sorprendente, ha detto il leader del Partito Nazionale Slovacco (SNS) Jan Slota ieri in una dichiarazione per Tasr, questo è la prova che il PPE fa combinella con i socialisti. «Questa moderna Internazionale europea», ha detto Slota del PPE, «ha smesso di distinguere i rossi dai neri. I conservatori del Parlamento Europeo, che dovrebbe professare i principi di una civiltà cristiana europea, hanno ovviamente cambiato rotta», ha sentenziato, ricordando alla Zaborska che l’Ungheria ha attaccato la Slovacchia almeno tre volte dalla fine della Prima Guerra Mondiale.

«[La prima] quando le orde di Bela Kun hanno attaccato Slovacchia orientale [poco dopo la Grande Guerra], uccidendo migliaia di slovacchi innocenti. La seconda è stata la cosiddetta Guerra Piccola [poco prima del secondo conflitto mondiale], e la terza è stata nel 1968, quando i soldati ungheresi hanno attraversato il confine slovacco insieme ad altre forze del Patto di Varsavia», ha chiosato Slota.

(Fonte Tasr)

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