Governo: passato documento su nuova politica di R&S in Slovacchia per tenere il passo coi tempi

Il Ministero dell’Istruzione slovacco ritiene necessario un cambiamento nella politica dello Stato nei confronti della ricerca e sviluppo. È stato quindi presentato al Consiglio dei Ministri di ieri un aggiornamento degli obiettivi in materia fino al 2015. Il rapporto Phoenix, che mira ad essere la base per un emendamento sull’organizzazione del sostegno statale a favore della R&S, è stato approvato dal Governo con alcune osservazioni.

Secondo la proposta del Ministro Jurzyca (SDKU-DS), i futuri finanziamenti dovrebbero basarsi sugli stessi principi per tutte le università pubbliche e statali e le altre organizzazioni pubbliche di ricerca, così come gli istituti di istruzione superiore statali e privati. Inoltre, ci dovrebbe essere una combinazione di finanziamenti a lungo e a breve-medio termine. Nel finanziamento a lungo termine, università e altre organizzazioni pubbliche e private di ricerca riceveranno i fondi in base ai risultati di valutazioni periodiche dei loro successi da farsi con il sistema britannico RAE (Research Assessment Exercise). Le valutazioni dovrebbero essere condotte a intervalli di sei anni.

I finanziamenti a breve saranno invece aggiornati ogni anno nei capitoli di bilancio. Il Ministero raccomanda che le scuole ricevano risorse annuali in base alle performance dei tre anni precedenti. Tra i finanziamenti a breve ci sarà anche un sistema interno di contributi istituzionali.

Il Ministero sottolinea che lo sviluppo sociale ed economico della Slovacchia può essere compiuto solo con le conoscenze necessarie, che al momento provengono in gran parte dall’estero sotto forma di merci come automobili e macchinari, attrezzature tecnologiche per il campo medico e know-how manageriale. «Questo tipo di dipendenza dall’estero, sul lungo termine e senza un contemporaneo sforzo di sviluppare le risorse umane [all’interno del Paese-NdR] e di contribuire attivamente al know-how globale, contiene una serie di rischi e potrebbe, in ultima analisi, portare ad uno sviluppo negativo», ha scritto il Ministero nel documento. Se la Slovacchia continuasse in questa politica, potrebbe perdere la qualità delle risorse umane e la capacità di applicare le conoscenze nella pratica.

Lo Stato, dice risolutamente il Ministero, deve sostenere con convinzione la ricerca e lo sviluppo. In questo modo, potrà educare i professionisti  con una migliore speranza di poterli trattenere nel Paese. La ricerca applicata e le innovazioni, inoltre, dovrebbero contribuire allo sviluppo economico, scrive il Ministero, perciò i cambiamenti nel sostegno alla politica di ricerca e sviluppo contribuiranno anche a risolvere problemi specifici della società slovacca. Il documento punta sul sostegno ai programmi di dottorato di ricerca, con particolare attenzione a quelli in lingua inglese, oltre ai programmi post-dottorato e ad un maggior sfruttamento della mobilità nazionale e internazionale per studenti e ricercatori. Tra le soluzioni, il Ministero cita la riforma dei piani di carriera nel campo dell’istruzione superiore, che dovrebbe consentire a certe condizioni la promozione di professionisti slovacchi e stranieri di alta qualità.

(Fonte webnoviny.sk)

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