I sindacati alla Yazaki di Michalovce: i salari devono aumentare, il Governo intervenga

Le trattative collettive tra i sindacati e la Yazaki – importante datore di lavoro a Michalovce (regione di Kosice) – sono finite in un vicolo cieco, per cui i sindacati hanno chiesto al Ministero del Lavoro di agire come mediatore, ha dichiarato mercoledì Jozef Balica del sindacato KOVO in una conferenza stampa. «I salari di Yazaki rasentano il livello di povertà e rappresentano circa il 50% del salario medio in Slovacchia. I salari nominali qui stanno diminuendo progressivamente da quattro anni», ha detto Balica. Secondo il suo parere, la Yazaki non capisce l‘attuale situazione, dal momento che non è disposto ad aumentare i salari. I dipendenti sono pronti quindi a dichiarare lo sciopero.

«Il datore di lavoro dichiara di essere disposto ad aumentare i salari del 4,5%, ma solo se siamo d’accordo a privarci di tutti i bonus, compresi quelli per gli straordinari. Questo non risolverà la nostra situazione. Noi abbiamo bisogno di un aumento del 7,4%, al passo con il salario reale stabilito qui quattro anni fa», ha detto il presidente di Yazaki Slovakia, Lubos Kracansky. Secondo Kracansky, lo stipendio medio mensile presso l’azienda è di 477 euro al mese lordi, mentre il numero dei dipendenti è cresciuto a 3.200. Il direttore di KOVO, Emil Machyna, ha aggiunto che questo stipendio include già i bonus per gli straordinari, il che significa che il salario medio di base è ancora più magro.

«Secondo le informazioni disponibili, la produttività del lavoro presso l’azienda è cresciuta di recente del 60%, per cui c’è spazio per aumentare i salari», ha detto Machyna. La Yazaki produce componenti d’auto e cablaggi per la BMW. Secondo Machyna, i componenti non sono distribuiti direttamente, ma tramite un agente, in modo che l’azienda possa evitare la pressione delle organizzazioni internazionali del commercio. «Siamo costantemente a sentire le minacce dei datori di lavoro internazionali che, se chiediamo un aumento di stipendio, dicono di voler trasferire la produzione in altri paesi dove i costi del lavoro sono più bassi», ha aggiunto. Secondo lui, la Yazaki sta imponendo una forte pressione sui dipendenti, minacciando licenziamenti.

(Fonte Tasr)

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