Il Parlamento dice sì all’emendamento sulle lingue minoritarie

Con 77 sì, il Parlamento martedì ha abrogato il veto del Presidente Ivan Gasparovic sull’emendamento alla Legge sull’Uso delle Lingue Minoritarie. Gasparovic aveva restituito l’emendamento al Parlamento due settimane fa, sostenendo che le revisioni relative all’uso delle lingue delle minoranze etniche andassero risolte con l’adozione di una nuova legge, piuttosto che applicando modifiche a quella attuale. La legislazione era stata approvata dal Parlamento la prima volta a fine maggio con 78 voti. La versione definitiva, passata ieri, è abbastanza diversa dall’originale che fu redatta dal vice-premier Rudolf Chmel (Partito etnico ungherese Most-Hid).

Erano state infatti mosse una serie di obiezioni da parte di Igor Matovic, parlamentare indipendente e leader della fazione ‘Gente Comune’ del partito di coalizione SaS (Libertà e Solidarietà). L’attuale soglia del 20% valida per l’uso ufficiale delle lingue minoritarie in città e villaggi etnicamente misti verrà gradualmente ridotta al 15%, in 10 anni a partire da adesso. Matovic aveva inoltre chiesto la partecipazione obbligatoria del sindaco e non solo dei consiglieri locali alle deliberazioni in materia nei Consigli Comunali.

Inoltre, i membri delle minoranze non saranno in grado di usare la loro lingua in ogni parte della Slovacchia, come era stato originariamente proposto. Infine l’assistenza sanitaria e le strutture sociali non saranno tenute ad assumere traduttori per le lingue minoritarie. Secondo la legge nazionale, le minoranze linguistiche riconosciute in Slovacchia sono: ungherese, bulgaro, ceco, croato, tedesco, polacco, rom, ruteno e ucraino.

(Fonte Tasr)

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