Le centrali nucleari slovacche saranno sottoposte agli stress test

Le centrali nucleari slovacche, nelle prossime settimane, saranno sottoposte a stress test allo scopo di verificarne la sicurezza, come sta avvenendo in tutti gli impianti nucleari all’interno del territorio europeo. Secondo il presidente dell’Ufficio di Supervisione Nucleare (UJD), Marta Ziakova, lo scopo dei test è capire come rispondono le centrali a possibili condizioni critiche o perfino estreme. «L’Austria, credo, è stata la prima a proporre l’introduzione degli stress test sulla scia del disastro di Fukushima», ha detto. La Ziakova, infine, ha chiesto alle persone che abitano vicino alle centrali di non entrare in allarme e preoccuparsi. «I test non avranno alcun impatto sugli impianti nucleari stessi o sulle persone», ha assicurato.

Sempre secondo l’Ufficio di Sorveglianza Nucleare, dovrebbe presto essere aumentato il valore delle assicurazioni contro i rischi verso la popolazione per possibili danni causati dal loro malfunzionamento, come scrive oggi il quotidiano Pravda. L’UJD e i rappresentanti dei comuni interessati nelle zone dove le centrali hanno sede (Jaslovske Bohunice e Mochovce, entrambe nella Slovacchia occidentale), dicono che l’importo attuale assicurato di 75 milioni di euro è troppo basso. In caso di disastro nucleare, chi vive nelle zone colpite riceverebbe solo 375 euro a persona.

«Sono circa 200.000 gli abitanti delle zone nelle immediate vicinanze delle centrali nucleari. Chi è stato colpito dal disastro di Fukushima in Giappone ha ricevuto un compenso di 7.000 euro», ha detto Alena Jelusova dell’Associazione delle Città e Villaggi dell’area di Jaslovske Bohunice.

L’UJD in passato ha tentato di aumentare l’importo dei risarcimenti, ma gli sforzi sono stati bloccati dal Consiglio legislativo del Governo. L’Ufficio è ora in procinto di elaborare una modifica alla legge di regolamentazione nucleare che prevede un aumento delle assicurazioni a 300 milioni. La modifica dovrebbe entrare in vigore a partire dell’estate del 2012. Gli ambientalisti sottolineando che la somma non sarebbe però assolutamente sufficiente.

(Fonte TASR, Pravda)

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