Aperta a Samorin la mostra sull’Italia industriale che opera in Slovacchia

C’era festa ieri a Samorin. Era questa l’intenzione degli organizzatori, che ritengono centrato l’obiettivo, e lo si è visto dai visi soddisfatti di istituzioni e imprenditori presenti. La festeggiata era la bella collaborazione che si è instaurata a Samorin tra le imprese italiane e le istituzioni e la gente locale, suggellata da due iniziative che si sono succedute nel giro di una manciata di giorni. Dopo il concorso di disegni dei bambini della zona che sono stati invitati a rappresentare la loro idea dell’Italia, ieri è stata aperta la mostra della produzione tecnologica italiana in Slovacchia dal titolo „L’Italia Industriale in Slovacchia“, esposta presso il Centro Servizi di Samorin. Le due iniziative si sono incrociate creando una “finestra” (come ha ricordato il sindaco in carica di Samorin) sui rapporti tra Italia e Slovacchia.

Roberto Zuccato di Confindustria Vicenza, alla sua sx Marino Mersich

L’obiettivo, nel creare la mostra, è stato puntato in particolare sulle imprese vicentine e del nord-est, da un lato; e a questa zona meridionale della regione di Trnava, nella direttiva che congiunge Samorin con Saldkovicovo e Galanta, dall’altro. Una festa condivisa da tutti i presenti: dagli imprenditori italiani soddisfatti di essere qui, dai cittadini slovacchi che hanno trovato lavoro presso gli impianti aperti nel parco industriale locale, e dalle istituzioni che hanno creduto nel progetto ormai un decennio fa. Abbiamo organizzato questo evento «in un momento difficile per l’economia europea, anche per ribadire che da queste difficoltà ne usciremo meglio e più velocemente se sapremo dimenticare gli egoismi nazionali ed avviare un sempre più forte processo di cooperazione ed integrazione europea». Così il presidente di Confindustria Vicenza, Roberto Zuccato.

Zuccato, in un discorso articolato e con molti ringraziamenti, ha rivendicato all’associazione degli industriali il merito (e la presunzione, dice) di «aver dato vita ad un modello di collaborazione economica davvero unico, capace di coniugare l’intraprendenza delle nostre PMI con la vitalità e la grande voglia di emergere del popolo slovacco». Le tante esperienze imprenditoriali di abili uomini d‘impresa italiani, pensa Zuccato, hanno trovato terreno fertile in un Paese che funziona e che ha saputo creare un ambiente favorevole all’attività di impresa. Zuccato ha sottolineato come gli imprenditori veneti abbiano «trovato in Slovacchia un amore comune per il lavoro e per l’impegno sociale» che accomuna le due nazioni.

L'Ambasciatore d'Italia Brunella Borzi

Nell’atmosfera cordiale di collaborazione che ha contraddistinto la nascita del binomio Vicenza-Samorin si è ieri vista la conferma delle intuizioni di una decina di anni fa, quando Confindustria di Vicenza, una delle più dinamiche del nord Italia con oltre duemila aziende e 100 mila lavoratori, decise di aprire un parco industriale italiano, investendo direttamente in prima persona a Samorin, offrendo così l’opportunità alle aziende del nord-est di internazionalizzare le loro produzioni. Dopo ben oltre un lustro di funzionamento si può fare un bilancio positivo dell’operazione, secondo Zuccato. L’obiettivo dei vicentini non era trarre un mero profitto economico dal progetto, quanto invece creare condizioni di collaborazione e opportunità, cosa riuscita in pieno anche grazie alla lungimiranza dei sindaci di Samorin, in particolare Karoly Domsitz che era in carica dieci anni fa. La scelta di questi sindaci, ha detto Zuccato, è stata illuminata; le PMI non portano immediati ed evidenti ritorni alle zone dove si insediano, ma restano sul territorio e ne alimentano lo spirito imprenditoriale, al contrario di quello che fanno i grossi gruppi che seguono solo il profitto a breve e spostano le aziende inseguendo vantaggi fiscali. La crisi purtroppo, si è lamentato poi, ha colpito pesantemente i piani di sviluppo del parco, e una seconda fase del progetto è stata rimandata e ancora rimane per ora sulla carta. Piccoli segnali positivi, comunque, si intravedono, e si conta sull’arrivo di nuove imprese nel breve termine. Già ora, comunque, le imprese presenti danno lavoro a circa 300 dipendenti, numero non indifferente nella piccola cittadina slovacca.

Il Vicepresidente del Parlamento slovacco Bela Bugar

Non ha nascosto la sua soddisfazione per questo bell’esempio di imprenditorialità l’Ambasciatore d’Italia Brunella Borzi, che lo ha definito «fiore all’occhiello della presenza italiana in Slovacchia, merito della Confindustria vicentina, ma anche della Camera di Commercio Italo-Slovacca e delle autorità locali», ha detto, «che hanno dato ospitalità e aiuto ai nostri imprenditori. La presenza qui oggi del Vicepresidente del Parlamento Bela Bugar, ha continuato l’Ambasciatore, è la migliore testimonianza dell’apprezzamento delle autorità slovacche per gli investimenti italiani. Operazione, ha sottolineato, «replicabile in futuro in altre regioni slovacche», dove l’italianità può piantare i germi della nostra cultura e della nostra civiltà del lavoro.

Bela Bugar, Vicepresidente del Parlamento e leader del partito Most-Hid che è prevalente in questa zona bilingue e di importante minoranza etnica ungherese, ha ringraziato quanti vi hanno investito e ha sottolineato come gli italiani hanno potuto trovare proprio qui condizioni territoriali e mano d’opera capace e con volontà di lavorare, il che ha certamente favorito l’insediamento produttivo. E questo anche grazie, ha rimarcato, alle leggi adottate dal secondo Governo Dzurinda [2002-2006, del quale ha fatto parte anche il suo partito, allora l’SMK], che hanno creato una situazione favorevole alle imprese. Bugar ha fatto un accenno anche alla mostra di disegni dei bambini e ha citato la sua sorpresa per il livello di dettaglio nella rappresentazione dell’Italia fatta da bambini e teenagers tra i 6 e i 14 anni. Non so, ha detto, «se quei bambini hanno saputo immaginare così bene il vostro Paese, o se piuttosto non siano già tutti stati almeno una volta in Italia!».

All’iniziativa, oltre alle autorità citate erano presenti altri rappresentanti di istituzioni italiane e slovacche: il Sottosegretario ai Trasporti Arpad Ersek, il presidente dell’Associazione dei sindacati dei datori di lavoro (AZZZ), il segretario generale della Camera Italo-Slovacca Giorgio Dovigi (l’evento era del resto parte del festival Dolce Vitaj gestito dalla Camera), il direttore di Confindustria Vicenza Lorenzo Maggio ed altri.

A esporre i propri prodotti, tutti realizzati nelle fabbriche presenti in Slovacchia, erano aziende come la Calearo (una pionera a Samorin, il cui presidente era al tempo a capo della Confindustria di Vicenza) con le antenne per autoveicoli e i sistemi di telecomunicazione; come Bomisa con gli accessori metallici per grandi brands della moda e le targhette per il settore auto (i marchietti delle maggiori case d’auto come Alfa Romeo, Bentley, e i costruttori presenti in Slovacchia – Kia, Volkswagen/Audi e Peugeot tra i suoi clienti). Poi Ares Line con sedute e mobili per ufficio; Brovedani e i suoi componenti hi-tech per l’automotive (iniettori, punterie, pompe) dove non è ammesso il minimo errore; Pedrazzoli che produce macchinari per la piegatura e il taglio di tubi e profilati in metallo; la Eltra che ha messo in mostra i trasduttori/encoder a impulsi elettronici; Ferplast con i suoi accessori per animali domestici. In tutte le produzioni presenti si può notare l’alto impiego di tecnologia, fondamentale oggi per stare al passo con i tempi e soprattutto per rimanere sul mercato.

La mostra sarà visitabile fino al 22 luglio prossimo presso il Centro Servizi di Samorin a questo indirizzo http://bit.ly/jZJVfq, dal lunedì al venerdì dalle 14:00 alle 17:00.

Ricordiamo che domani viene ufficialmente inaugurata a Bratislava l’altra mostra inserita nel programma di Dolce Vitaj, “Piemonte Industria – 100 anni di industria italiana in fotografia” presso Design Factory, via Bottova 2 (mappa http://bit.ly/kevJjP). Interverrà anche il Presidente della Regione Piemonte Roberto Cota, che si trova a Bratislava per l’occasione.

(Pierluigi Solieri)

1 comment to Aperta a Samorin la mostra sull’Italia industriale che opera in Slovacchia

  • roberti quattropanetti

    NON HAVETE PARLATO DEL FAMOSO CUOCO ITALIANO….. QUESTO E UN GRAVE ERRORE!!!! CARI SALUTI E GRAZIE PER IL VOSTRO GIORNALE . ROBERTO QUATTROPANETTI

Leave a Reply

You can use these HTML tags

<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

  

  

  

 SKG Auto & Tir Services s.r.o.

Vai al sito

novembre: 2017
L M M G V S D
« Ott    
 12345
6789101112
13141516171819
20212223242526
27282930  

ARCHIVIO

Dal diario di una piccola comunista

pubblicità google