Oggi 20° anniversario del ritiro delle truppe sovietiche dalla Slovacchia

Oggi martedì 21 giugno si celebra il 20° anniversario della partenza dell’ultimo gruppo di soldati sovietici che si stabilirono nell‘ex Cecoslovacchia dopo l’invasione portata a termine dagli eserciti del Patto di Varsavia nell’agosto del 1968. Oltre alle 102 persone morte durante l’invasione, scrive il quotidiano slovacco Sme, altre 500 persone patirono gravi lesioni; oltre 100 mila sovietici, e le loro macchine pesanti, durante la permanenza in Cecoslovacchia durata 23 anni deturparono l’ambiente e distrussero strade ed edifici.

I soldati che vivevano nelle caserme, la più grande delle quali era situata nella regione di Banska Bystrica, riversarono grandi quantità di carburante aereo sul terreno. Dal 1993, la Slovacchia ha speso in totale 40 milioni di euro per la decontaminazione del suolo e delle acque, e altri  500 mila euro sono stati destinati a tal fine per il 2011.

Secondo l’analista politico Juraj Marusiak, l’invasione ha avuto un impatto anche sul comportamento delle persone. «È stato un trauma enorme per la società», ha detto. La gente ricorda la presenza dell’esercito come una minaccia che proveniva dall’interno del proprio Paese, ha detto Marusiak.

Lo psicologo Stefan Kovac, ex deputato dell’Assemblea Federale della Cecoslovacchia, ha individuato ciò che lui chiama i danni allo ‘sviluppo’ dovuti all‘invasione. «Hanno usato la violenza per fermare lo sviluppo della società; hanno ostacolato le riforme economiche e i tentativi del Paese di ritirarsi dal Patto di Varsavia», ha detto.

(Fonte Sme)

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