MinFin: la Slovacchia dovrà pagare 649 mln in contanti per l’ESM entro cinque anni

Il Governo discuterà presto della partecipazione della Slovacchia al Meccanismo Europeo di Stabilità (ESM), sistema di salvataggio delle economie in crisi di Eurolandia che andrà a sostituire dal 2013 l’attuale Meccanismo finanziario di stabilità europeo (EFSF) che è stato creato in fretta e furia in pochi mesi un anno fa per risolvere la crisi delle finanze della Grecia con l’iniezione di denaro fresco per rimetterla in piedi e salvare l’Euro.

L’ingresso della Slovacchia nell’EFSF fu causa di molti mal di pancia nel nuovo Governo: firmato l’impegno dall’ex Premier Robert Fico prima delle elezioni, fu ratificato solo dal nuovo Parlamento, ma il centro-destra al potere ne contestava il metodo di calcolo (che risultava più oneroso per economie piccole come quella slovacca) e arrivò a rifiutare comunque di mettere a disposizione risorse per il grande prestito di salvataggio alla Grecia agonizzante, creando un precedente e alzando uno scandalo. Era la prima volta che un paese, per di più piccolo, rifiutava un principio di solidarietà dato per acquisito nel momento in cui aveva chiesto di entrare a far parte dell’Unione Europea.

Oggi, a un anno di distanza, si sta discutendo di come dovrà funzionare il nuovo sistema finanziario, e di quanto la Slovacchia dovrà sborsare per farne parte come gli altri paesi membri UE. Un certo risultato è stato ottenuto con il cambiamento del sistema di contribuzione, ma comunque la cifra che la Slovacchia dovrà mettere a disposizione è rilevante. Come dalla relazione stilata dal Ministero delle Finanze slovacco, si tratta innanzitutto di un contributo in denaro di 659,2 milioni di euro, in quattro rate entro cinque anni, la prima delle quali nel luglio 2013. E di una quota di garanzia, per mezzo della sottoscrizione di azioni per l’importo di 5,768 miliardi di euro, che potranno essere richiesti a seconda delle necessità.

La quota in contanti andrà a costituire un fondo di 80 miliardi di euro per interventi immediati, ed i restanti 620 miliardi (per una garanzia totale dell’ESM di 700 miliardi di euro) potranno essere richiesti a vista.

Nello stesso vertice si è deciso di aumentare con garanzie anche l’attuale meccanismo, valido ancora per due anni, l’EFSF. Dagli attuali 440 miliardi, la copertura dovrebbe arrivare a 780 miliardi globali, il che porterebbe anche la Slovacchia ad aumentare i fondi messi a disposizione. Le garanzie della Slovacchia all’interno dell’EFSF dovrebbero aumentare dagli originali 4,37 a 7,72 miliardi di euro, secondo il supplemento di bozza dell’accordo quadro.

La firma del contratto con l’ESM all’esame del Governo, di per sé, non impegna il Paese, se non dopo aver concluso il processo di ratifica con il passaggio in Parlamento e l’adozione delle modifiche normative necessarie.

La ratifica non sembra comunque essere cosa così scontata, in quanto Richard Sulik, presidente di Libertà e Solidarietà (SaS) ha confermato la disapprovazione del suo partito con una dichiarazione della scorsa settimana. «Ci opponiamo a un aumento del volume dell’EFSF e alla partecipazione all’ESM. La posizione di SaS è inequivocabile e non cambierà», ha detto. Il partito Smer-SD dell’ex Premier Robert Fico, che aveva già firmato il contratto dell’EFSF, potrebbe invece non avere problemi a sottoscrivere anche questo nuovo accordo. Ma in questo caso si aprirebbe una ferita all’interno della maggioranza, che certo non sarà facile da richiudere.

(La Redazione)

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