Corte Costituzionale: no a voto palese per il Procuratore, Sulik: avanti con voto aperto

La Corte Costituzionale ha emesso ieri una sentenza provvisoria sulla procedura parlamentare relativa alla elezione del Procuratore generale della Repubblica Slovacca. La sentenza prevede che il voto parlamentare sul nuovo Procuratore generale può avvenire soltanto dopo che il giudice decide sul caso in sé. In pratica, il ricorso inoltrato alla Corte Costituzionale sulla nuova legislazione approvata in Parlamento che prevede un voto a scrutinio palese ha bloccato la situazione e non permette la messa in funzione di questo emendamento finchè la Corte non emetterà la sua sentenza definitiva, il che può prendere mesi.

La sentenza va direttamente a toccare la seduta parlamentare prevista per domani venerdì 17 giugno, che secondo la Coalizione di maggioranza si sarebbe dovuta tenere appunto a voto palese.

Il Presidente del Parlamento Richard Sulik, appena appresa la notizia, ha detto che rispetta la sentenza della Corte Costituzionale. Più tardi, in una conferenza stampa, Sulik ha affermato che le elezioni del Procuratore generale si svolgeranno comunque domani, ma a scrutinio segreto, ovvero con la normativa “vecchia”.

Tra i commenti dal mondo politico, uno è quello del Presidente della Repubblica Ivan Gasparovic, che afferma che il decreto costituzionale va rispettato, e che «il voto segreto sul Procuratore generale è più democratico, dato che i parlamentari possono esprimere liberamente la loro scelta, piuttosto che seguire gli ordini di squadra del loro partito», ha detto.

Il leader della formazione di maggioranza Most-Hid, Bela Bugar, pensa che la Coalizione debba votare a scrutinio segreto, considerando che la situazione sta divenendo assurda con «l’opposizione da una parte, e Procura generale e Corte Costituzionale dall’altro, combattere il Governo e la Coalizione. Dopo tutto, abbiamo la forza di eleggere qualcuno anche normalmente in un voto segreto», ha detto Bugar.

Anche Pavol Abrhan dei Cristiano democratici (KDH) Pavol Abrhan si è detto d’accordo. E certamente soddisfatti sono i rappresentanti del maggior partito di opposizione, Smer-SD, che, attraverso Robert Madej fanno sapere: «È necessario sottolineare che il voto sul procuratore generale deve avvenire in condizioni da escludere dubbi costituzionali o sospetti di pratiche antidemocratiche».

(Fonte TASR)

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