Kovac: la vittoria di Lexa in tribunale testimonia lo stato attuale della magistratura slovacca

La decisione presa da un tribunale distrettuale di Bratislava, secondo cui l’ex Presidente Michal Kovac deve chiedere scusa agli ex servizi segreti del SIS capeggiati da Ivan Lexa e per la quale deve pagare un risarcimento di 3.319 euro per le affermazioni riguardanti il rapimento di suo figlio Michal Kovac Jr., è la testimonianza dello stato attuale del sistema giudiziario in Slovacchia, ha detto martedì l’ex Presidente.

«Si può sorridere un po’, ma ciò caratterizza anche la situazione del nostro sistema giudiziario, le cui decisioni vengono adottate in modo diverso da ciò che il senso comune si aspetta», ha detto Kovac.

Il processo è durato 15 anni e doveva essere portato a termine. «Ma non credevo che sarebbe finita in questo modo. È stata una spiacevole sorpresa per me», ha detto Kovac, aggiungendo che farà sicuramente ricorso in appello. L’ex Capo dello Stato ha espresso la speranza che la nuova proposta, promossa dal partito KDH, di cancellare le amnistie concesse nel 1998 da Vladimir Meciar alle persone coinvolte nel rapimento, possa avere questa volta successo in Parlamento. La proposta è passata all’assemblea legislativa in seconda lettura, ma avrà bisogno del sostegno di 90 deputati, e dovrà dunque coinvolgere per forza anche una parte dell’opposizione. Si è affermato che il SIS sotto la direzione di Lexa sia stato coinvolto nel rapimento di Michal Kovac Jr. in Austria nel 1995. Lexa è stato uno dei più stretti collaboratori di Meciar durante il suo regno negli anni Novanta.

(Fonte TASR)

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