La Polizia slovacca ferma cinque persone accusate di tratta di esseri umani nel Regno Unito

Dopo una retata della Polizia nel villaggio di Jarovnice, nella regione di Presov all’inizio di questa settimana, cinque persone – tre uomini e due donne, tutti della stessa famiglia – sono state accusate di traffico di esseri umani. I cinque avrebbero attirato le loro vittime nel Regno Unito, offrendo loro retribuzioni elevate. Hanno aperto i conti bancari per le vittime, conti sui quali i datori di lavoro pagavano gli stipendi. Ma solo gli accusati avevano accesso al denaro, e drenavano regolarmente i conti. Se giudicati colpevoli, i cinque rischiano da quattro a dieci anni di carcere.

Sembrerebbe che questo stato di cose fosse in essere almeno dal maggio 2008. La Polizia afferma che gli accusati hanno avvicinato persone socialmente svantaggiate e hanno promesso loro posti di lavoro nella raccolta, trattamento e cernita di verdure. I lavori avrebbero dovuto essere pagati da 600 a 2.655 euro al mese, informa il portavoce del Presidio di Polizia Andrea Dobiasova. Dopo aver concordato le condizioni, le vittime erano portate nel Regno Unito in autobus, e poi in auto verso la città di Peterborough, dove venivano fatte lavorare da 8 a 16 ore al giorno, e anche minacciati di digiuno se si rifiutavano di lavorare. Gli imputati, in alcuni casi, davano appena 5 sterline al mese alle loro vittime, e li assicuravano che stavano risparmiando i loro soldi per consegnarglieli più avanti. Nel caso, la Polizia slovacca ha collaborato con i colleghi britannici. Al raid hanno partecipato un centinaio di agenti di Polizia e sei cani, perquisendo cinque case e tre veicoli.

(Fonte webnoviny)

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