Il ritratto della sottile umana vulnerabilità: Alena Adamikova in mostra

Alena Adamikova è un’artista del ritratto, al quale si è affacciata da pochi anni e a cui ha dedicato i suoi ultimi lavori. La sua poetica tuttavia si discosta dalla ritrattistica tradizionale. Essa tenta di catturare il mondo interiore dei suoi personaggi, come ne volesse esternare il microcosmo, riuscendo a creare una pittura intima, morbida e infusa di dettagli. Le sue tele sono capaci di instaurare un dialogo confidenziale tra l’osservatore e l’oggetto della tela a volte travalicando la riservatezza e spingendosi nelle pieghe più riposte dell’animo umano.

Non più solo linee, atte a descrivere un momento o un’emozione, i volti della Adamikova sono come lo specchio attraverso il quale si può accedere a un mondo altro. Il volto è il comunicatore di ciò che accade dentro e nello stesso tempo è ciò che, dall’esterno, distingue una persona fra mille persone. Il volto è la soglia che separa due terre apparentemente distanti. In mostra saranno presenti dieci ritratti di donne (ciascuno 95 x 95 cm) che vogliono raccontare il loro fiume interiore,  il volti sono privati di ogni segno distintivo di estrazione sociale o status economico. L’artista, per garantire al meglio questa uniformità esistenziale ha tolto il nome delle donne ritratte e ha utilizzato un brioso espediente “al femminile”: al posto dei nomi ha messo i numeri di codice delle tinture per capelli (N.562, N.664, N.51, etc).

Altra attrazione indiscutibile per la pittrice sono stati i volti dei bambini. Quelli da lei ritratti indossano maschere di carnevale, capaci di trasmettere allo stesso tempo vulnerabilità e distanza. L’artista, ancora una volta giocando con il concetto di persona in quanto maschera, e persona in quanto mondo vivo e sensibile, tenta di esprimere il fragile e vulnerabile universo infantile, oggi sempre più spesso sottoposto a una preoccupante manipolazione dell’identità.

Del 2009 la serie “Posizione zero”. Si apre su due formati di grandi dimensioni, che mostrano il viso con gli occhi chiusi. Sensazioni di silenzio, pace e serenità si estrinsecano mediante la scelta cromatica del bianco e del nero che contrastano con i colori dello sfondo, in sovrapposizione con il cielo. In questi dipinti, nonostante qualche breve stilizzazione, la  Adamikova è riuscita a mostrare una forte narrazione emotiva, che nelle opere precedenti nega deliberatamente.

Come afferma l’artista stessa: «Io dipingo ciò che vedo. Mi interessa la realtà, le persone. Quando le ritraggo penso alle loro storie, ai sogni, ai desideri, perché non è possibile leggere tutto questo solo dal viso. Bisogna penetrare il mondo interiore. Mi piace infatti ritrarle quando dormono: quando le persone dormono sono più naturali. Sono calme, rilassate, non fingono mai, sanno essere sé stesse. E sono anche vulnerabili, indifese».

La Adamíková in questa mostra ci costringe a pensare. Per capirla e sentirla ci vogliono l’occhio e la mente. E lei ci dimostrerà la contemporaneità della ritrattistica.

Cosa: Alena Adamikova: Faccia A Faccia
Curatrice: Beata Jablonska
Inaugurazione: martedì 7 giugno  2011, ore 18:00
Dove: Max Klinger, KABINET Showroom, Mlynske Nivy 34, Bratislava (dietro l’Apollo Business Center 1)
Quando: dal 7 al 24 giugno 2011, da lunedi a venerdì ore 9:00-18:00

(Beata Jablonska; traduzione e adattamento di Katia Montresor)

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