Festa grande ieri per gli italiani a Bratislava

Il Ministro della Difesa Lubomir Galko con l'Ambasciatore Brunella Borzi

Il Ministro della Difesa Lubomir Galko e l'Ambasciatore Brunella Borzi in grande sintonia

È stata una festa ieri a Bratislava. Festa della Repubblica, Festa dell’Unità, ma anche festa “popolare” accompagnata dall’avvolgente suono sincrono dei fiati battaglieri ed energici, fieri della loro italianità, della Fanfara dei Bersaglieri. Suono che ha scaldato i cuori e portato allegria agli italiani e agli slovacchi che hanno partecipato al ricevimento organizzato dall’Ambasciata. L’Ambasciatore d’Italia Brunella Borzi, raggiante, ci ha spiegato oggi tutta la sua soddisfazione per la folla intervenuta a festeggiare l’Italia, e per lo spirito di tutti i presenti, aperto e gioviale.

Il Ministro della Difesa Galko con l'Ambasciatore Borzi e la dottoressa Triscari

Nel suo indirizzo di saluto nella sala gremita, la Borzi ha ricordato che «i 65 anni della Repubblica Italiana coincidono quest’anno con la celebrazione del  150° anniversario dell’Unificazione dell’Italia. A Roma, in questo stesso momento, il Presidente Napolitano sta celebrando questo importante anniversario insieme a  80 Capi di Stato e di Governo, fra i quali anche il Presidente Gasparovic. La presenza del Presidente slovacco a Roma (e quella delle importanti autorità slovacche con noi stasera) credo siano la migliore dimostrazione della profonda amicizia che lega i nostri due Paesi».

Concerto della Fanfara dei Bersaglieri durante il ricevimento

L’Ambasciatore ha poi espresso la sua gratitudine al Teatro dell’Opera di Roma «per averci consentito di allestire questa mostra, che sono sicura apprezzerete nel suo giusto valore, per ricordare il percorso artistico di un musicista, Giuseppe Verdi, che è stato considerato a ragione come il più patriottico dei compositori italiani ed è sicuramente anche uno dei più conosciuti nel mondo», ha detto. Nella sua lunga vita, ha ribadito l’Ambasciatore, «Verdi è stato testimone dei grandi mutamenti nell’Italia del tempo: prima gli ideali di libertà, poi i moti rivoluzionari ed infine il passaggio dell’Italia da penisola frazionata sotto il dominio straniero ad uno Stato indipendente unito sotto un’unica sovranità nazionale».  Progressi, ha detto, ai quali Verdi fu sempre vicino, dialogando artisticamente con la sua attualità storica e inserendo nelle sue opere un sentimento di forte attaccamento alla Nazione e agli ideali di libertà e fratellanza.

Infine, Brunella Borzi ha ringraziato l’intervento per l’occasione della Fanfara del VII Reggimento di Bari dei Bersaglieri, che con la loro musica hanno fatto da ragguardevole cornice alla gioia della celebrazione nazionale. Proprio ai Bersaglieri, ha ricordato l’Ambasciatore, va il merito di aver fatto ingresso a Roma il 20 settembre 1870, quando la “breccia di Porta Pia” portò la città dei Papi a diventare capitale del neonato Stato italiano.

Il Ministro dell'Ambiente Jozsef Nagy (a destra) con Michele Bologna di Slovenske Elektrarne

Alla festa italiana hanno voluto aderire anche autorità slovacche come i Ministri Lubomir Galko (Difesa) e Joszef Nagy (Ambiente), oltre al Sindaco di Bratislava Milan Ftacnik. Il Ministro della Cultura Daniel Krajcer, che fino all’ultimo era confermato come presente, ha dovuto soprassedere ma ha inviato il direttore generale della sezione arte del Ministero, Janka Motyckova, che ha letto il suo saluto. «La storia culturale d’Europa è piena di „immagini“ di eventi storici, nelle loro forme ed espressioni drammatiche, come il motivo artistico del ritorno a casa, l’innalzamento a eroi delle personalità come simboli della Nazione, l’allegoria dell’espressione di resistenza, fedeltà e fede, come l’immagine dell’esistenza umana in tempo di crisi, lotta e sacrificio», dice il messaggio del Ministro Krajcer. «Questa sera ho l’onore, qui al Ministero, di inaugurare una mostra che ricorda uno dei simboli dell’unificazione nazionale italiana: Giuseppe Verdi, simbolo dell’Italia che si libera dal dominio austriaco, e che la gente chiamava „Maestro della rivoluzione“», prosegue il testo, ricordando che «il suo “Va pensiero” dell’opera Nabucco è diventato l’inno dei patrioti italiani». In chiusura, il Ministro scrive: «Lasciatemi infine esprimere l’auspicio che questa serata non sia soltanto dedicata alla ricerca della bellezza, della maestria artigianale e della testimonianza artistica, ma anche un memento di coloro per i quali “Patria” non era solo una parola, ma anche un valore ispiratore e motivatore».

La Fanfara dei Bersaglieri in Hviezdoslavovo Namestie gremita di pubblico

Tra i momenti più sentiti della serata, che si è svolta nella Sala Dvorana del Ministero della Cultura slovacco, sono stati i due inni nazionali, prima lo slovacco e poi quello italiano, che la Fanfara dei Bersaglieri ha intonato nella sala e che hanno bloccato tutti sull’attenti, facendo spuntare qualche brillio di emozione negli occhi di non pochi connazionali. La Fanfara si era esibita ieri nel pomeriggio in Hviezdoslavovo Namestie, davanti al Teatro Nazionale dell’Opera, e nell’occasione si è tenuto un gemellaggio con la Banda delle Forze Armate della Repubblica Slovacca. Grande è stato il coinvolgimento del pubblico presente e dei passanti, che sono stati sopresi, catturati dalle note e dal fascino del suono perfetto della formazione dei nostri militari piumati.

La mostra “Omaggio a Giuseppe Verdi”, «con i suoi bozzetti scenici, i suoi figurini e i suoi costumi teatrali intende presentare e rappresentare quello splendido connubio musica – spazio scenico – arte», dice la presentazione del direttore dell’Istituto Itaiano di Cultura Teresa Triscari, «che, per altro, corrisponde alla quintessenza dei nostri obiettivi di politica culturale aprendo lo sguardo sulla poliedricità della nostra ricca cultura». I curatori Francesco Reggiani e Alessandra Malusardi, in collaborazione con l’Istituto di Cultura, hanno portato a Bratislava materiali dell’archivio storico del Teatro dell’Opera di Roma, tra i quali bozzetti, scene e costumi realizzati da registi come Luchino Visconti, Franco Zeffirelli, Pierluigi Pizzi, Danilo Donati e Nicola Benois.  La mostra resterà aperta fino al 30 giugno tutti i giorni alla Sala Dvorana del Ministero della Cultura, Namestie SNP 33. Orario: 10-18, chiusa i lunedì.

(Pierluigi Solieri)

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