Disoccupati restaurano il Castello di Saris

Trenta persone, finora disoccupate, hanno iniziato ieri la ricostruzione/restauro del Castello di Saris (regione di Presov), nell’ambito di un progetto del Governo finalizzato sia ad aumentare l’occupazione che la ricostruzione dei siti del patrimonio culturale nazionale. Il Ministero della Cultura ha fornito un contributo di 58 mila euro per il progetto, denaro che dovrebbe essere speso per materiali, attrezzature e garanti professionali. Un’altra concessione è stata fornita dal Ministero dal Lavoro, Affari sociali e Famiglia per erogare salari lordi di 450 euro al mese per ogni dipendente. «Circa 130 candidati hanno mostrato interesse per il lavoro. Abbiamo offerto a 30 di loro un periodo lavorativo di sei mesi», ha detto il responsabile del Centro per l‘impiego di Presov, Ladislav Babuscak.

Il Castello di Saris, che è uno dei complessi cintati più grandi in Slovacchia, si estende su rilievi di origine vulcanica a nord-ovest della città di Velky Saris (regione di Presov, nell’est del Paese), ma non sono rimaste altro che rovine da quando fu abbandonato nella seconda metà del ‘700 a seguito di una esplosione. La prima citazione scritta sul castello risale al 1245. Secondo i reperti archeologici, la collina dove sorge il castello era abitata in epoca paleolitica. Dal 2006 il castello è proprietà del comune di Velky Saris, località che è nota in Slovacchia per essere sede anche del maggior produttore di birra slovacco, ora parte del gruppo mondiale SAB Miller, che utilizza i marchi Saris e Smadny mnich.

(La Redazione)

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