Otto manager su dieci dicono che la corruzione dilaga in Slovacchia

Oltre l’ottanta per cento dei dirigenti e del personale esecutivo in Slovacchia percepisce una corruzione diffusa,  rispetto ad una media UE che si “ferma” al 62%, dice un sondaggio condotto da Ernst & Young. Più di due terzi dei dirigenti e funzionari in Slovacchia coinvolti in una ricerca pan-europea ritiene che l’offerta di doni personali, la copertura dei costi superiori alla norma per la promozione o di tangenti in denaro siano scusabili se contribuiscono a ottenere un contratto. «La frode fiorisce nelle aziende europee. La tolleranza di comportamenti non etici persiste e i dirigenti non riescono a dare il buon esempio agli altri», ha detto il direttore del dipartimento servizi investigativi e di regolamento delle controversie di Ernst & Young, Radoslav Staronova, che ha presentato le conclusioni della ricerca ai giornalisti slovacchi mercoledì.

Nonostante la percezione complessiva della corruzione nel Paese, solo il 5% degli intervistati ha ammesso gravi raggiri alla propria azienda negli ultimi due anni. Questa è la componente più bassa tra i paesi che hanno partecipato alla ricerca. La media per le economie emergenti, tra cui la Slovacchia, ha raggiunto il 20%. Per quanto attiene alle soluzioni, l’80% degli slovacchi auspica una vigilanza più rigida dalle autorità di regolamentazione e delle autorità statali, ma solo il 7% crede che gli organismi competenti siano pronti a reprimere la corruzione in modo efficiente.

Ernst & Young ha intervistato 2.365 persone di 25 paesi europei nei mesi di gennaio e febbraio 2011.Un centinaio sono stati intervistati in Slovacchia.

(Fonte webnoviny.sk)

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