Cittadini austriaci aiutavano le guardie di frontiera cecoslovacche nell’era comunista

L’Istituto Nazionale della Memoria (UPN) ha pubblicato online martedì informazioni sulle attività di intelligence ai confini della Cecoslovacchia comunista. Si è riscontrato che la frontiera, strettamente sorvegliata e protetta anche da mine tra la Cecoslovacchia e l’Austria, è stata anche “protetta” da almeno un proprietario di pub austriaco e alcuni ufficiali doganali austriaci, che hanno ricevuto soldi per fare spionaggio. Un doganiere austriaco di Kittsee consegnò 165 note di intelligence a 52 incontri, ricevendo in cambio 39 mila scellini austriaci.

Uno degli slovacchi che ha anche lavorato per la Polizia di frontiera, che spiava le persone e impediva loro di fuggire all’estero, era Milan Lovich, ora funzionario dell’ispettorato dell’ambiente. Egli non ha voluto commentare queste informazioni; un portavoce dell’ispettorato, Michal Stefanek, ha detto che Lovich è stato nominato perché aveva le migliori qualifiche per la posizione.

(Fonte Sme)

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