Thursday Art Talks. Quando il salotto d’arte è alla portata di tutti

Art talk, easy talk. Un salotto antiaccademico e rigorosamente in inglese, in cui chiunque, potrà parlare di arte. Stasera alle 18 non ci sarà nessun alto formalismo accademico alla Galleria Nazionale di Bratislava per il modernista Ernest Zmeták, il cui grande telone già campeggia da settimane sull’elegante facciata verde pistacchio di Námestie Ludovíta Štúra.

Un giovedì accessibile e di qualità, per la prima volta consacrato alla crescente comunità degli stranieri che vivono e lavorano a Bratislava. E che pertanto hanno anche poco tempo e poche occasioni per godere dell’arte che la Galleria vuole iniziare a offrire, veramente a tutti, stranieri compresi.

Mettiamoci allora una gradevole atmosfera condita con un pizzico di contesto storico e un’ora, sì e no, di discussione aperta e lontana da ogni erudito sofisma. Alla Galleria Nazionale, in breve, interessa spargere la voce più che tenere seminari. E lo fa in quattro chiacchiere con chi è al primo impiego. Non è richiesta esperienza in storia dell’arte, né tantomeno a quel giovane pittore desideroso di studiare a Praga ma costretto dalle vicissitudini degli ultimi anni ‘30 alla volta di Budapest. Ed è qui che Zmeták cambiò la sua storia, elaborò i suoi stimoli e ne uscì il suo unico stile. Unico per lo meno nell’arte slovacca, grazie a quella disciplina tutta sua delle forme austere e robuste ma anche semplici e monumentali, scolpite in ritratti, autoritratti e soprattutto in paesaggi intimisti ed espressivi allo stesso tempo.

Stavolta però la mostra di per se stessa, peccando venialmente d’irriverenza, si può definire come un piccolo «pretesto». I Thursday Art Talks non sono tanto per l’artista in sé, pur nel rispetto dell’ampiezza espositiva e della profondità di un corredo critico. Sotto i riflettori, non solo a parole, va messo il visitatore. E considerato l’ambiente galleristico, è un visitatore insolito, che arriva a Bratislava non ancora curioso di frequentare le gallerie, i musei, gli incontri. E che non parla nemmeno lo slovacco. Ma l’inglese forse sì.

La novità portata dal più giovane team della Galleria Nazionale Slovacca sta quindi nel metodo «leggero», basato sulla discussione discorsiva e senza ricercate retoriche, senza esperti d’oltre oceano, congressisti con brillantina. Ma sarà rigorosamente in inglese per raggiungere chi a Bratislava non si è ancora interessato di arte.

Il primo appuntamento, che potremmo definire primissimo se non altro poiché il ciclo riprenderà a settembre, è dedicato al genio di Nové Zámky. Ma non si tratta di un appuntamento unico. Da settembre i Thursday Art Talks potranno diventare un servizio regolare. E seppure nei corridoi di Palazzo Esterházy si parli già con fermento di un programma autunnale, è ancora presto per fare ipotesi concrete. Di certo, lasciano vagamente intendere gli organizzatori, «l’intento è costruire un ciclo di appuntamenti dal mero carattere divulgativo, nuovo nelle forme» e soprattutto nel target.

Una buona opportunità, innanzitutto, per chi non è mai stato in una Galleria a Bratislava. Un’ottima occasione per chi ci è già stato, di viversela in maniera diversa.

È così quindi, che si aprono finalmente le porte di un luogo storico perfettamente custodito ma forse un po’ oscurato da barriere linguistiche e pertanto rimasto un po’ nell’ombra per i non slovacchi.

«Ci siamo resi conto che a Bratislava sta crescendo la comunità degli stranieri – nota brevemente la moderatrice Eva Kotláriková – che qui lavorano e che hanno nella vita quotidiana poco accesso agli ambienti culturali».

(Walter Specogna)

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