Logistica ieri e oggi. Parte 28: Dai Codici a Barre all’RFID

La tecnologia offre attualmente molti strumenti atti a facilitare le operazioni connesse alla Logistica; uno di questi strumenti è l’identificazione a distanza di merci, prodotti ed oggetti in genere tramite lettura radio-elettronica, o meglio RFId (Radio Frequency Identification). La RFId consiste in due componenti distinti: il primo è un microchip (passivo od attivo) inserito in un’etichetta (TAG) che può essere visibile o nascosta. Il chip è attivo quando il TAG contiene una batteria che lo alimenta e può trasmettere dati in continuo oppure solamente quando riceve un segnale radio ad una determinata frequenza; è passivo, quando il chip reagisce solamente quando riceve un segnale radio, che fornisce anche la necessaria energia.

Il secondo componente è un lettore/ricevitore radio che trasmette il segnale al TAG e ne riceve risposta sotto forma di un codice univoco che identifica senza possibilità di errore il prodotto, l’oggetto, perfino le persone. Il dato così ricevuto viene poi trasmesso al sistema gestionale che lo elabora a seconda delle richieste e/o obbiettivi. Il chip può contenere non solamente il codice identificativo della merce e/o prodotto, ma anche la sua storia o la storia delle parti che lo compongono.

RFID-TAG-Passivo

Questa tecnologia può essere utilizzata per moltissimi scopi: farmaceutico, alimentare, commercio in genere, veterinario (identificazione bestiame, controllo animali), carte di credito, bancomat, fino alla soluzione di problemi di sicurezza (passaporti, controllo entrate/uscite, badge aziendali).

Quest’ultimo utilizzo ha provocato numerose polemiche, in quanto da più parti si è invocato l’uso di questi microchip sull’uomo (installazione sottopelle!), soprattutto sull’onda emozionale di gravi attentati terroristici. L’argomento principale (che condivido) consiste nel fatto che la libertà personale e la propria sfera privata (privacy) verrebbero pesantemente violate ed invase da istituzioni (leggi: Governi) il cui operato è sempre difficile controllare. Non è difficile, vista l’insistenza dei Governi, arrivare a considerare che “il terrorismo” non sia una scusa per istituire strettissimi controlli sui cittadini, le loro attività, preferenze, fino a giungere alla repressione di qualsiasi tipo di dissenso (come già accade in alcuni paesi).

Ecco perché in Italia le frequenze radio usate per questa tecnologia venivano controllate dal Ministero della Difesa; purtroppo, il Decreto Gentiloni del luglio 2007 ha liberalizzato queste frequenze, ponendo solo limiti alla potenza (2 o 4 watt) ed è possibile quindi utilizzare i TAGs attivi e/o passivi liberamente, sia al chiuso (magazzini, supermercati, negozi, aziende) che all’aperto.

RFID_Chip

Ciò che davvero conta è che le informazioni contenute nei microchips siano cifrate e non leggibili da chiunque acquisti un’antenna collegata ad un lettore.

La tecnologia avanza rapidamente; sta a noi utilizzare i nuovi strumenti con intelligenza e fare in modo che “tecnologia” voglia anche dire “progresso”.

(FFW)

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