Biennale di Venezia: anche il Presidente Gasparovic all‘inaugurazione

Fra le tante istituzioni internazionali che parteciperanno all’apertura della 54esima edizione della Biennale d’Arte di Venezia ci saranno anche quattro Capi di Stato e un Governatore generale. Tra il Presidente di Israele e premio Nobel per la Pace Shimon Peres, il Presidente dell’Argentina Cristina Fernandez-Kirchner, quello dell’Austria Heinz Fischer, e il Governatore Generale dell’Australia, la signora Quentin Bryce, ci sarà anche lo slovacco Ivan Gasparovic, sul territorio del Belpaese per la seconda volta in poche settimane. Era infatti presente in Vaticano lo scorso 1° maggio per la beatificazione di Giovanni Paolo II.

I Capi di Stato di cui sopra, e lo stesso vale anche per Gasparovic, andranno a Venezia perchè già in Italia quali invitati alla cerimonia della Festa della Repubblica che come sempre si tiene a Roma il 2 giugno, e che quest’anno sarà onorata in maniera particolare in occasione dei 150 anni di unità nazionale. Dopo la cerimonia di Roma, Gasparovic e gli altri si recheranno sulla laguna, dove le giornate di maggior intensità si preannunciano essere il 3 e 4 giugno, e già ora si sta provvedendo a blindare l‘area dei grandi hotel veneziani, per questa edizione record per il numero di padiglioni stranieri.

Alla Biennale esiste dal 1926 un Padiglione Cecoslovacchia, realizzato dall’architetto Otokar Novotny (architetto e docente di architettura a Praga) a nemmeno otto anni dalla creazione dello Stato Cecoslovacco. Ora chiamato Padiglione della Repubblica Ceca e Slovacca,  è un piccolo edificio compatto di una ventina di metri di lunghezza e undici di larghezza, con una facciata molto semplice segnata da un importante portale, è diviso in tre sale con piccoli locali posti lateralmente. Rispetto agli altri padiglioni è un po‘ decentrato e situato su un vialetto minore dei Giardini di Venezia. Il Padiglione viene spesso utilizzato in alternativa per esporre artisti cechi o slovacchi, e a volte in combinazione da una coppia mista. La commissione che decide è mista, anche se Praga in genere si tiene l’ultima parola grazie ad un accordo non stringente che risale ai tempi della divisione della Cecoslovacchia.

Quest’anno a Venezia ci sarà il lavoro „The Sleeping City“ dell’artista trentenne ceco Dominik Lang, installazione che vuole far riflettere sulla recente storia dei due paesi e dell’Europa, dalla Guerra Fredda ad oggi. L’artista è partito da lavori del padre Jiru Lang (attivo come artista „modernista“ negli anni 50 e morto quando Dominik era piccolo), destrutturandoli e ricreandoli di nuovo, rendendo The Sleeping City un viaggio inusuale di dialogo e trasformazione.

(La Redazione)

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