FT: le banche slovacche e ceche sono forti e fanno utili

La Repubblica Ceca e la Slovacchia, dice un articolo di venerdì di FT-Financial Times, sono entrate nella crisi economica con economie e sistemi bancari molto simili. Il fatto che la Slovacchia abbia adottato l’Euro a inizio 2009 l’ha avvantaggiata con una crescita nettamente più forte, ma per il resto il settore bancario sia in Slovacchia che in Repubblica Ceca sembra essere tra i più solidi in Europa. Le banche ceche e slovacche sono entrate nella crisi con una forza che gli istituti finanziari dei paesi vicini, in primis Polonia e Ungheria, non avevano: praticamente non avevano finanziamenti in valuta estera.

In Cechia la ragione era che il tasso di riferimento della Banca Nazionale è rimasto basso, per certi periodi anche inferiore a quello della zona euro, non invogliando così i clienti a chiedere prestiti in valuta. In Slovacchia, invece, i mutuatari sapevano della prossima adesione del Paese alla zona euro, e dunque la gran parte dei prestiti alle famiglie erano concessi in valuta locale.

Il fatto che entrambi i sistemi bancari erano in gran parte di proprietà straniera è stato motivo di preoccupazione per qualche analista per l’eventuale necessità di iniezioni di liquidità da parte delle banche straniere, già in difficoltà. Invece, scrive FT, le banche ceche e slovacche non hanno avuto bisogno di alcun aiuto. E ora che la crisi ha iniziato a mollare un po’ la presa le banche stanno iniziando a dare di nuovo credito e a fare utili. Le banche slovacche nel 2010 hanno più che raddoppiato i profitti (514 milioni) con la crescita interna al 4%. Nella Repubblica Ceca i profitti sono scesi leggermente a 55,7 miliardi di corone (2,3 miliardi), in calo per accantonamenti a coprire le perdite e l’economia cresciuta solo del 2,3%.

Per entrambi i paesi, ricorda FT, il fattore di rischio più importante viene dall’incognita della crescita tedesca. Entrambi infatti vivono sulle esportazioni verso la Germania, e qualsiasi incaglio avrebbe impatto immediato a Praga e Bratislava. Ma le prospettive a lungo termine lasciano ben sperare: i crediti domestici sono in Slovacchia ben al di sotto del 40% del PIL, e in Repubblica Ceca appena sopra il 30%, valori molto sotto al quasi 70% nel contesto UE.

(Fonte FT)

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