Dzurinda con Rasmussen: sfide future della NATO e invito a Gheddafi a cedere

Il Segretario generale della NATO, Anders Fogh Rasmussen, ha incontrato ieri a Bratislava il Ministro degli Affari Esteri slovacco Mikulas Dzurinda per discutere la riforma della NATO, il suo futuro nell’attuale crisi economica e le prossime sfide. Secondo Dzurinda, il mondo sta attraversando un’ardua situazione economica. Tuttavia è necessario riportare la recessione in una situazione di maggiore stabilità. Dzurinda pensa che sarebbe preferibile unire le risorse per acquistare equipaggiamento militare, condividere le strutture dove si tiene la formazione, focalizzare gli investimenti della difesa in ambiti prioritari, riformare le forze armate, impegnarsi per una più stretta collaborazione tra alleati e utilizzare il denaro dei contribuenti in modo più efficiente. Malgrado le limitate risorse, la Slovacchia sta facendo del suo meglio per assicurare al settore della difesa il raggiungimento di tutti questi obiettivi, ha detto.

Durante la sua visita in Slovacchia, Rasmussen ha parlato anche dei progressi militari della NATO in Libia, in cui si è riusciti a limitare significativamente il potere del regime di Muammar Gheddafi. Egli ha detto che la NATO sta continuando a esercitare una pressione sulla base di potere di Gheddafi, e vuole raggiungere tre obiettivi specifici in questa missione: fermare i fedeli armati del dittatore che attaccano i civili inermi; un completo ritiro delle sue forze armate; assicurare aiuti umanitari.

Anders Fogh Rasmussen

Nell’occasione il Ministero degli Esteri slovacco si è unito alle molte altre voci nel mondo che chiedono a Gheddafi di ritirare immediatamente le sue forze armate e consentire l’afflusso di aiuti umanitari in Libia. La Slovacchia, come membro NATO, dà il suo pieno sostegno morale alle operazioni iniziate dall’Alleanza atlantica per la difesa dei civili        dopo la risoluzione ONU del 17 marzo scorso, anche se continua a credere nella necessità della ricerca di una soluzione politica. Il Ministro Dzurinda ha anche fatto sapere se è ora che la comunità internazionale si unisca nello sforzo di avviare un dialogo politico nel Paese nordafricano, spiegando che anche la Slovacchia può dare il suo aiuto con la sua esperienza di transizione da un regime alla democrazia.

Nel frattempo, però, la Slovacchia per il momento non intende riconoscere il Consiglio nazionale di transizione di Bengasi come legittimo rappresentante della Libia. Questo corpo politico è stato finora riconosciuto da Francia, Italia, Qatar, Gambia e Maldive. Il Consiglio di Bengasi è anche in trattative con gli USA e l’Unione Europea.

L’Ambasciata della Slovacchia a Tripoli è stata chiuso il 26 febbraio scorso in seguito ai disordini nel Paese, e l’attività diplomatica slovacca è ora svolta dalla rappresentanza slovacca al Cairo, in Egitto. Al momento, informa il Ministero, circa 30 cittadini slovacchi sono in Libia, soprattutto donne con residenza permanente nel Paese che non intenderebbero chiedere aiuto per essere evacuate.

(Fonte TASR)

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