Parlamento: Trnka ancora non eletto Procuratore. Fico: voto truccato

Il Parlamento slovacco ha visto ieri una nuova puntata della saga relativa al Procuratore generale. Si è infatti tenuta nel pomeriggio di ieri la rinnovata votazione per il Procuratore, ordinata dalla Corte Costituzionale dopo che la votazione di dicembre non aveva rispettato la segretezza del voto. L’elezione di ieri, tenuta con scrutinio segreto ma con solo candidato nella lista l’ex Procuratore Dobroslav Trnka dopo che Venerdì il suo avversario Jozef Centes – candidato della Coalizione – si è ritirato dalla corsa, ha visto un nulla di fatto. Trnka non è stato eletto, e dunque il Governo e la maggioranza non hanno corso il rischio di una nuova crisi e il Premier Iveta Radicova (SDKU-DS) ha ricevuto la notizia con soddisfazione e sicuramente un sospiro di sollievo. Nel caso Trnka fosse passato, infatti, la Radicova avrebbe dovuto rassegnare le sue dimissioni dopo averle promesse a chiare lettere.

I risultati ufficiali della votazione indicano che sono stati 70 i deputati che hanno votato a favore di Trnka (dunque solo tutta l’opposizione tranne un loro deputato), 17 solo stati i voti contrari, 29 gli astenuti e 34 i voti non validi. Essendo per l’occasione (di capitale importanza per entrambe maggioranza e minoranza) tutti i 150 deputati hanno preso parte alle elezioni, e per eleggere Trnka erano necessari 76 voti.

Prima di questa votazione, il Parlamento aveva annullato, con il suo voto ripetuto, il veto che il Presidente della Repubblica Gasparovic aveva posto alla nuova legge che renderà a scrutinio palese l’elezione del Procuratore generale e altre istituzioni chiave. Dunque la nuova votazione per decidere chi sarà posto a capo dell’Ufficio della Procura generale sarà fatta con un voto pubblico, cosa per la quale la Coalizione ha lavorato negli ultimi mesi.

Prima della votazione il capo del maggior partito di opposizione Smer-SD, Robert Fico, aveva avvertito che la maggioranza aveva certamente studiato un meccanismo per poter controllare chi dei loro parlamentari tradisce nel caso di voti in più al candidato dell’opposizione. O meglio, il sistema avrebbe indicato in quale dei gruppi parlamentari di annidassero i franchi tiratori. E per questo, ha detto Fico, «per esempio, un partito voterà contro [Dobroslav Trnka], un altro si astiene, e ai due restanti sarà ordinato di rendere nullo il loro voto in qualche modo – come piegando il bordo delle schede», aggiungendo che in questo modo gli scrutatori designati dalla Coalizione sapranno esattamente se le singole parti della maggioranza hanno obbedito agli ordini del Consiglio Coalizione. «Se questo avvenisse, allora si tratterrebbe di un meccanismo di controllo proibito in un voto segreto», ha detto Fico, aggiungendo che questa mossa sarebbe al confine della legalità, citando un punto del Codice penale secondo cui costringere qualcuno a votare in un certo modo è un crimine perseguibile.

In effetti questo è quasi certamente quello che è successo, anche se i numeri non sono così perfetti da rispettare tutti i gruppi parlamentari. Ora Fico si attende che il candidato Dobroslav Trnka si appelli di nuovo alla Corte Costituzionale denunciando ancora una volta la non segretezza del voto, che è stato truccato. Se il candidato della maggioranza Jozef Centes fosse stato in corsa, dice Fico, il meccanismo sarebbe stato più complicato.

(Fonte TASR)

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