Amnesty: Rom ancora discriminati in Slovacchia malgrado promesse del Governo

I Rom che vivono in Slovacchia sono ancora discriminati nei settori dell’educazione, degli alloggi e cure sanitarie malgrado le promesse fatte dal Governo di Iveta Radicova nell’agosto 2010, dichiara l’organizzazione internazionale per i diritti umani Amnesty International nel suo rapporto annuale uscito venerdì scorso. Il report focalizza la sua attenzione sulla segregazione dei bambini rom nelle scuole, le misure discutibili dirette ad affrontare la criminalità rom, come anche le decisioni di diverse città e paesi di innalzare muri per separare gli accampamenti rom dalla maggioranza della popolazione.

Il rapporto inoltre tratta del caso di un un uomo, in cerca di asilo politico, di origini algerine, Mustafa Labsi. In esso si legge che la Slovacchia ha ignorato il verdetto della Corte Europea dei Diritti Umani e ha estradato Labsi in Algeria, dove egli era stato sottoposto ad abusi e torture. Un altro episodio sottolinato da Amnesty International riguarda lo sciopero della fame di tre ex detenuti di Guantanamo che protestavano contro la detenzione e le condizioni di povertà nel centro di immigrazione slovacco.

Il rapporto parla poi della prima marcia del Gay Pride a Bratislava, in cui gli organizzatori hanno dovuto modificare il percorso in quanto la Polizia ha annunciato che non sarebbe stata in grado di proteggere i partecipanti dagli attacchi dei contro-dimostranti.

Ulteriori informazioni sul rapporto inerente la Slovacchia è disponibile su: http://amnesty.org/en/region/slovak-republic/report-2011#page

(Fonte TASR)

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