Mondiali hockey: Finlandia sul tetto del mondo nella finale tutta nordica

Si sono svolte ieri a Bratislava le due finali del Campionato del Mondo di hockey su ghiaccio 2011, arrivato ormai al capolinea. Le partite che si sono giocate nelle arene di Bratislava e Kosice hanno visto un folto pubblico, locale e straniero, in gran parte ordinato e che non ha procurato grossi problemi né al traffico né all’ordine pubblico. Alla fine di questi diciassette giorni di gioco si sono affrontate quelle che risultano al momento essere le nazionali più forti: le scandinave Svezia e Finlandia, e le europee centro-orientali Repubblica Ceca e Russia.

Finlandia campione

Svezia e Finlandia si sono affrontate ieri in serata all’Orange Arena. E i loro paesi, “nemici” per una sera tutta nordica, sono gli organizzatori dei Mondiali 2012 e 2013. Le due squadre hanno dato vita, nella prima parte dell’incontro, ad una partita nella quale il tatticismo ha prevalso e dove si è badato più a non prenderle che a darle. La Svezia ha prevalso territorialmente nei minuti iniziali ma la difesa avversaria ha fatto il suo dovere. La partita si è inizialmente giocata su ritmi blandi e ha regalato poche azioni degne di nota e poche emozioni.

la gioia dei finlandesi alla sirena finale

Di nuovo, nella frazione centrale la Svezia è in avanti, e al settimo minuto rompe l’equilibrio con Paajarvi, il cui tiro angolato lascia inerme il portiere Vahanen. La reazione della Finlandia è tutt’altro che veemente e al quindicesimo del secondo tempo rischia il raddoppio con un palo di Gunnarsson. Al trentanovesimo, però, ad appena 7” dalla sirena, la Finlandia pareggia con un siluro di Immonen.

la Coppa andata alla Finlandia

I cinque minuti iniziali del terzo tempo offrono ai 9.166 spettatori accorsi all’Orange Arena una Finlandia esplosiva: al secondo minuto Pihlstrom ruba il puck ad un avversario, davanti alla gabbia svedese lo cede all’accorrente Nokelainen che capitalizza l’occasione. Rinvigoriti dal vantaggio, i finnici si gettano in avanti e al terzo minuto sfiorano di nuovo il goal con Koivu, goal che arriva 11” più tardi con Aaltonen che, con il suo passaggio dalla linea di fondo, consente a Kapanen di battere a rete: ed è 3-1. Il contraccolpo psicologico è pesante, gli svedesi non sono più in grado di trovare il bandolo della matassa, la Finlandia controlla il match, presentatndosi di tanto in tanto dalle parti della porta. Quando oramai la partita sembra avviata alla conclusione, i finnici danno fuoco agli ultimi botti: a poco più di tre minuti dalla fine Pesonen riprende il disco rimbalzato contro la balaustra e batte il sopreso portiere svedese. Trenta secondi dopo Pyorala tenta ti nuovo ma con un tiro non irresistibilee all’ultimo minuto Pihlstrom realizza, a pochi passi dal goalie svedese, l’ultimo goal del Mondiale slovacco su assist di Lajunen.

Dunque, oro alla Finlandia e argento a Stoccolma. È il secondo titolo mondiale per i finlandesi dopo quello del 1995, conquistato anche allora contro la Svezia. Gli svedesi, invece, avevano battuto in finale i finlandesi nel 1992 e nel 1998.

Svezia – Finlandia 1-6 (0-0; 1-1; 0-5)

Vaananen, col 'tipico' sorriso (sdentato) da hockeysta alza la Coppa del Mondo

Nella finale per il bronzo, che si è giocata ieri alle 16, si sono affrontate le due squadre, Repubblica Ceca e Russia, che lo scorso anno si batterono per l’oro. Dopo il fischio di inizio, nei primi minuti la Russia fa subito capire ai cechi l’intenzione di conquistare la vittoria, con un tiro in porta dopo appena 25 secondi, fuori di poco. La Russia continua tenendo la Cechia nel loro terzo difensivo, ma l’arma del contropiede ripaga i leoni cechi della strenua resistenza con il goal del vantaggio con un’azione iniziata da Plekanec, il cui passaggio centrale è finalizzato, al 3.33, da Cervenka. La maggiore propensione all’attacco dei russi permette loro di raggiungere il pareggio con un tiro angolato di Kovalchuk, assistito da Radulov al 9.25. Disco al centro e quindici secondi più tardi i russi ribaltano il risultato con Kulikov che, ricevuto il puck da Afinogenov, ha tutto il tempo di aggiustarselo, mirare e battere Pavelec. L’1-2 potrebbe mettere in ginocchio i cechi, i quali, di contro reagiscono immediatamente: Marek e Rolinek impostano e Prucha realizza, al 10.40, con uno slapshot che si infila nel sette alla sinistra di Barulin. Al 18.53, Pavelec, al termine di un’azione russa insistita, deve deporre le armi sulla conclusione ravvicinata di Kovalchuk: 3-2 per la Russia.

Repubblica Ceca al terzo posto dopo l'oro dell'anno scorso

La gara vive momenti esaltanti anche nel secondo tempo dove la Repubblica Ceca insiste e al 22.09 la botta centrale di Prucha si insacca sotto la traversa riportando il risultato in equilibrio. La partita mantiene la sua vivacità grazie ai continui capovolgimenti di fronte, i più concreti, in questa fase sono i cechi i quali osano maggiormente e al 30.45 da una liberazione della difesa ceca, Atyushov, posizionato all’altezza della blu, non aggancia il puck sul quale si avventa come un rapace Cervenka, involatosi verso Barulin lo supera dando di nuovo il vantaggio alla Repubblica Ceca. La Russia sembra incapace di creare veri pericoli ed è costretta, al 32.03, a subire un’altra azione ceca con la quale Rolinek colpisce la traversa. Con il trascorrere dei minuti la Russia è sempre meno incisiva e al 35.10 i cechi allungano con Cervenka che devia sotto porta un il disco scagliato da posizione defilata da Plekanec. Si chiude il tempo sul punteggio 5-4 per i cechi.

L’ultima frazione di gioco registra ritmi più blandi con i portieri meno impegnati. Comunque la Repubblica Ceca con Marek segna di nuovo al 46.30 col disco che si infila tra i gambali del portiere russo. Ai cechi non rimane che controllare la partita e rendere evanescenti le poche azioni pericolose costruite dalla controparte. Al 58.16, infine, Plekanec  mette il sigillo finale segnando a porta vuota: 7-4. E la medaglia di bronzo va a Praga.

Repubblica Ceca – Russia 7-4 (2-3; 3-1; 2-0)

(Fonte HockeyTime.net, La Redazione)

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