La Radicova e l’ungherese Martonyi si vedono a Bratislava ma divergono su molti temi

Il Primo Ministro Iveta Radicova ha incontrato il Ministro degli Affari Esteri ungherese Janos Martonyi ieri a Bratislava per discutere dei progetti congiunti delineati per sostenere le relazioni economiche e sociali e affrontare l’argomento della doppia cittadinanza e della nuova Costituzione ungherese. La Radicova ha ricordato di avere apprezzato i progetti sulle interconnessioni energetiche e le infrastrutture nei trasporti tra i due Paesi, oltre al piano di aprire una Casa della Slovacchia nel villaggio ungherese di Mlynky il prossimo agosto.

Sulla nuova Costituzione ungherese, che spiana la strada al diritto di voto agli ungheresi che vivono all’estero, la Radicova ha rimarcato che «sarebbe meglio vedere se la nuova legge elettorale rispetta gli standard internazionali». Secondo la Repubblica Slovacca, l’articolo D della neo-Costituzione, che stabilisce che l’Ungheria si assume la responsabilità degli ungheresi residenti all’estero, introduce effetti di tipo extraterritoriale, e la Radicova ha detto al riguardo che la Slovacchia prenderà le sue contromisure.

Su ciò che attiene la doppia cittadinanza, il Premier slovacco aveva avanzato una proposta per creare un Trattato slovacco-ungherese sulla doppia cittadinanza, e attende ancora una risposta dall’Ungheria. La Slovacchia non pone altre condizioni sulle negoziazioni e si aspetta che la controparte faccia lo stesso. «La Slovacchia considera un trattato internazionale l’unica maniera oggettiva di affrontare il tema della doppia cittadinanza», ha detto la Radicova.

A proposito della Costituzione, la Commissione parlamentare affari esteri ha intanto suggerito ieri che il Parlamento risponda ufficialmente alla manovra ungherese con una proposta presentata dalla Coalizione, bocciando invece quella redatta dal partito di opposizione SNS. Il testo proposto dalla Coalizione, co-redatto dal Ministero degli Affari Esteri, è stato votato da tutti i sette membri della Coalizione in seno alla Commissione. Il testo approvato dice che il Parlamento slovacco deve respingere qualsiasi effetto extraterritoriale della legislazione di altri Paesi, e conferma l’impegno della Slovacchia ad esercitare il principio dei diritti individuali. I deputati SNS avevano invece chiesto che il Parlamento esprimesse, tra l’altro, una «forte indignazione, respingendo la serie di azioni anti-slovacche e le leggi extrateritorriali che invadono la sovranità della Repubblica Slovacca». La questione sarà discussa in Aula nel corso della sessione che inizia il 17 maggio.

(Fonte TASR)

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