Radicova alla London School of Economics: Slovacchia vuole regole più rigide in Eurozona

La crisi del debito nell’Eurozona può essere nata ufficialmente come risultato della crisi finanziaria e della recessione globale, ma è davvero cominciata quando il primo Paese membro ha infranto le regole del Patto di Stabilità e Crescita e non è stato punito per questo, ha detto martedì il Premier slovacco a una lezione agli studenti e allo staff della London School of Economics di Londra. La Radicova ha rimarcato la necessità di portare a termine una riforma radicale delle regole fiscali europee, e ha ricordato che la Slovacchia appoggia l’utilizzo di misure rigide per la violazione delle regole comuni. Sul lungo termine vi è la necessità di assicurare che i periodi estremi delle economie – i periodi di prosperità e quelli di recessione – possano essere appianati.

La Radicova ha parlato dei piani di consolidamento del deficit in Slovacchia che poggiano su un‘idea di legge sulla disciplina nel bilancio, conosciuta anche come  “costituzione fiscale”. La legge dovrebbe essere basata sulla trasparenza nella spesa pubblica, sul limite del debito pubblico al 60% del PIL, regole più strette per la gestione finanziaria delle municipalità, regole per la pubblicazione degli appalti pubblici e l’assetto di un consiglio fiscale indipendente. «Se il debito va oltre il limite fissato, per esempio, il Governo dovrà essere costretto a dimettersi», ha detto. «Un neonato consiglio fiscale servirà da arbitro, mentre il pubblico rappresenterà, spero, i tifosi», ha detto il Premier.

Nel frattempo, i Governi individuali dovranno avere la possibilità di prendere le proprie decisioni quando è il momento di allocare denaro nei progetti individuali, ma l’intera gestione finanziaria sarà limitata dalle suddette regole, ha indicato la Radicova. «Non siamo ingenui… nel credere che queste regole trasformeranno ogni politico in un falco fiscale. L’obiettivo è limare gli estremi. Ciò fa la differenza quando un deficit si trova al 6% o all’8% del PIL», ha aggiunto. «Ogni cosa che coinvolge la piccola Slovacchia coinvolge anche l’intera Europa», ha rimarcato. «È stata una mancanza di trasparenza e credibilità negli impegni che ha distrutto il quadro della politica finanziaria in Europa e nell’Eurozona», ha detto la Radicova, puntualizzando che le istituzioni centrali non hanno punito le violazioni alle regole. «Adesso è troppo tardi per ricorrerere ad altre regole in uno stato di panico assoluto e incertezza», ha detto la Radicova agli studenti.

La The London School of Economics and Political Sciences (LSE) è una scuola specializzata dell’Università di Londra. É una scuola pubblica dedicata alla ricerca nelle scienze sociali, coprendo un vasto raggio che include tra gli altri antropologia, economia, filosofia, finanza, geografia, diritto, psicologia, relazioni internazionali, scienze della comunicazione, scienze politiche, scienze gestionali, sistemi informativi, sociologia, storia. Fondata nel 1895 come istituto innovativo, è presto diventata un riferimento internazionale ed integrata nell’Università di Londra nel 1900. È una delle universitá piú selettive al mondo e ha il piú basso tasso di ammissione undergraduate del Regno Unito. La sua biblioteca, contando 4,7 milioni di volumi, é la piú grande biblioteca dedicata alle scienze sociali del mondo. I suoi 8.700 studenti, circa la metà di livello post-graduate, vengono da 140 Paesi del mondo.

Tra gli ex allievi e professori della scuola si contano molti Capi di Stato e Premi Nobel. Solo per citarne alcuni, Romano Prodi, George Soros, e anche il Ministro delle Finanze slovacco Ivan Miklos. Tra i ben sedici Nobel, George Bernard Shaw, Bertrand Russell, Merton Miller, Amartya Sen, Paul Krugman.

(Fonte TASR, La Redazione)

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