Il Governo respinge l’idea di una Commissione per i diritti dei non-eterosessuali

Mercoledì il Governo ha respinto l’istituzione di una Commissione dei diritti per le persone con orientamento sessuale non etero. Il Gabinetto non ha approvato una modifica allo status del Consiglio del Governo per i diritti umani, le minoranze etniche e la parità di genere. La Commissione avrebbe dovuto essere un corpo permanente di controllo del Consiglio, con a capo il Vicepremier deputato per i Diritti umani e le minoranze etniche, Rudolf Chmel.

Il Consiglio ha discusso l’argomento il 12 aprile, con 20 membri su 25 a favore della nascita dell’organismo. I cristiano-democratici di KDH si sono comunque dichiarati contrari. Chmel nella proposta originaria aveva dichiarato che la Commissione avrebbe focalizzato l’attenzione sul tema della non-eterosessualità da un‘ampia prospettiva specialistica, aiutando il Governo a rispettare i suoi impegni e raccomandazioni internazionali.

È arrivata subito la reazione dei cittadini non eterosessuali, molti dei quali riuniti in associazioni particolarmente attive. Tra queste figura la «Rainbow Pride» che ha chiesto al Primo Ministro, Iveta Radicova, di tenere un dialogo aperto sui diritti dei non-etero. La richiesta è avvenuta durante una protesta organizzata mercoledì davanti agli uffici del Governo.

Gay, lesbiche e trans-gender attendono la Radicova nella marcia Rainbow Pride del 4 giugno in appoggio alla loro causa. «Noi non crediamo che sia solo una questione di destra o sinistra – ha detto la portavoce dell’associazione, Romana Schlesinger – è una questione di diritti umani, diritti così naturali che nessuno dovrebbe persino dibattere».

(Fonte TASR)

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