Commemorazione sabato del Generale Stefanik sulla collina di Bradlo

Si è celebrato sabato 7 maggio il 92esimo anniversario della morte del Generale Milan Rastislav Stefanik presso il memoriale nazionale a lui dedicato sulla collina di Bradlo (regione di Trencin). Il memoriale, un colossale monumento in blocchi di travertino con quattro alti obelischi a cingerne il perimetro, è stato eretto negli anni Venti del secolo scorso dal noto architetto Dusan Jurkovic. Lì si trova la tomba del Generale Milan Rastislav Stefanik (1880-1919), e con lui anche i corpi di due dei tre italiani che sono morti con lui in un controverso incidente aereo il 4 maggio 1919, quando su un aereo Caproni stava rientrando dall’Italia nella neonata Cecoslovacchia per prendere le funzioni di Ministro della Guerra.

La cerimonia sulla collina di Bradlo ha commemorato e celebrato al tempo stesso l’eredità di Stefanik – uno dei fondatori dello Stato ceco-slovacco (nella sua idea già dall’inizio la Slovacchia avrebbe dovuto avere una forte indipendenza in uno Stato di tipo federativo) – che è stato un importante diplomatico, scienziato e militare. Alla cerimonia, preparata come tutti gli anni dai quattro villaggi intorno al luogo della sepoltura – Brezova pod Bradlom, Myjava, Priepasne e Kosariska dove è nato Stefanik, ha partecipato il Ministro della Difesa Lubomir Galko ed altri rappresentanti della Presidenza della Repubblica e delle Ambasciate, che hanno deposto corone di fiori. Ogni anno, durante le cerimonie, vengono accesi quattro fuochi ai quattro lati del monumento, che danno visibililità all’evento in un’ampia zona dei dintorni, essendo il monte Bradlo con i suoi 543 metri il picco più alto della zona. Il Ministro Galko ha ricordato che gli ideali che ha promosso Milan Rastislav Stefanik sono senza tempo e meritano pienamente di essere perseguiti anche in futuro dalle nuove generazioni. Il suo talento ed esperienza politiche e diplomatiche sono state una grande perdita per la Slovacchia, ha detto Galko, e le molte battaglie che ha combattuto – in guerra come in diplomazia – hanno favorito la liberazione dell’Europa e della nazionalità slovacca.

La tomba di Stefanik, in slovacco chiamata ‘Mohyla’, è lassù dal 1927, e per la sua costruzione ci sono voluti 280 giorni. L’architetto Jurkovic, amico personale di Stefanik fin dalla prima infanzia, ha progettato e costruito anche l’altro Mohyla dedicato a Stefanik, quello installato sul luogo dell’incidente aereo nella località di Ivanka pri Dunaj, proprio dietro l’attuale aeroporto di Bratislava dedicato all’eroe. Anche in questo monumento “minore”, una piramide dal disegno pulito alla quale si arriva attraverso un percorso alberato, sono richiamati nella lapide commemorativa i nomi dei tre italiani morti con Stefanik, che avrebbero dovuto riportare l’aereo in patria.

(Fonte webnoviny, TASR, La Redazione)

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